Performing Media. L’evoluzione tecnologica da giocare per non essere giocati

Talk, walkabout, workshop, proiezioni, performance, installazioni, podcasting, mappature. Un progetto sulle creatività digitali che si svolgerà fino al 29 settembre a Roma, vincitore dell’Avviso Pubblico ESTATE ROMANA, nell’ambito di ROMARAMA il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale.
Si cercheranno risposte a questo dilemma: ogni 18 mesi i sistemi digitali raddoppiano la loro potenzialità…e noi?
Le risposte emergeranno, secondo i molteplici approcci ad un’evoluzione tecnologica da raccordare alla nostra evoluzione culturale, sia nel forum sul Performing Media sia nei walkabout in cui il principio del performing media si declina nell’azione partecipata di esplorazione urbana che Urban Experience definisce con un bel motto: “con i piedi per terra e la testa nel cloud, tra web e territorio”.
L’ecosistema formativo sul Performing Media sarà il perno del progetto nelle due giornate di forum ( il 24-25 settembre all’ex Istituto Luce in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e il Municipio VII) per confrontarci su temi quali corpo – media – spazio pubblico per tendere all’innovazione adattiva che comporta la strategia evolutiva per cui la tecnologia va giocata per non esserne giocati, come recita il sottotitolo dell’intero progetto.

Tra le performance e installazioni in programma all’ex Istituto Luce si rilevano le installazioni-degustazioni in performing media Lo Spirito del Parmigiano e Balsamico Amico, tavoli per sei persone allestiti con cuffie wireless, oggetti di scena e prodotti gastronomici.
Gli spettatori sono invitati a interagire: a degustare il cibo con la sapiente guida della voce narrante che guida la degustazione facendo appello alle risorse emotive dello spettatore. La forma è quella del microdramma radiofonico, in cui all’assenza materiale di attori supplisce un’amplificazione dello spazio immaginativo, guidato da accurate ambientazioni sonore, e una valorizzazione massima della compresenza fisica degli spettatori che divengono – grazie al gioco drammatico – osservati ed osservanti al medesimo tempo. Si tratta di interventi di Koinè che mixano il perfroming media con il sapere dei sapori, come la performance “Gli alambicchi accesi”, un’immersione immaginaria nell’universo delle grappe trentine, cogliendo sfaccettature differenti, scientifiche, simboliche, epistemologiche. Nella performance ibrida tra la dimensione video e quella dal vivo si fa leva sul concetto del “doppio” e sull’interazione reale/digitale con l’attore che dialoga con se stesso, creando nello spettatore uno spiazzamento sia ludico che riflessivo. La performance si basa infatti sul gioco mimetico dei diversi piani di rappresentazione, dove l’elemento principale, ovvero la grappa (raccontata attraverso le storie delle famiglie di Santa Massenza in Trentino che da generazioni mantengono viva la tradizione della distillazione), diventa il il pretesto per un’avventura narrata dell’essenza distillata.