Pesticidi

Allarme pesticidi, cibo a rischio, il dossier di Legambiente

La nuova edizione del dossier “Stop pesticidi nel piatto” elaborata da Legambiente in collaborazione con Alce Nero scatta una sconfortante fotografia: il 41,3% dei 5.233 campioni presi in esame tracce presenta uno o più residui di fitofarmaci. Tra gli alimenti più colpiti spicca la frutta con il 74,1% di campioni contaminati a seguire le verdure (34,4%), i prodotti trasformati (29,6%) e il vino (46,2%). L’uso di insetticidi e fungicidi resta prevalente, evidenziando quanto la protezione delle colture sia ancora fortemente legata a sostanze chimiche di sintesi.

Nonostante i numeri da brivido l’Europa ha rinnovato l’autorizzazione al Glifosato per altri dieci anni: un significativo ostacolo alla transizione ecologica, soprattutto considerando l’efficacia ormai comprovata di alternative sostenibili sia dal punto di vista agronomico che economico, come l’acido pelargonico.
Legambiente ribadisce il suo appello volto alla riduzione dei fitofarmaci pratica ormai necessaria per salvaguardare l’ambiente, la salute umana e la qualità delle produzioni rammentando che l’agroecologia è l’unica via per tutelare gli ecosistemi e contrastare le conseguenze dei cambiamenti climatici.

Olio e vino protagonisti delle nostre tavole

Nel settore dei prodotti trasformati si evince dal dossier che si legge e si ascolta in forma integrale qui, l’olio extravergine di oliva si distingue con altissime percentuali di campioni privi di residui, a conferma della sua eccellenza e del rigore produttivo che caratterizza questa filiera. Anche il vino mostra un trend in positivo: il 53,1% dei campioni analizzati è risultato privo di residui, segnando un miglioramento rispetto al 48,8% dell’anno precedente.

Pesticidi illegali come se non bastasse…

Altro dato allarmante è quello sui sequestri dei pesticidi illegali raddoppiati nel 2023: 2.040 tonnellate di veleni fuorilegge intercettati dall’Europol grazie all’operazione “Silver Axe”, sviluppata in Italia dai Carabinieri forestali. Impressionante l’escalation rispetto alla prima operazione fatta nel 2015, quando i sequestri dei pesticidi messi al bando in Europa per la loro pericolosità per la salute erano stati pari a 190 tonnellate. La Cina rimane il primo paese di origine di questi prodotti ma dalle indagini stanno emergendo traffici importanti dalla Turchia.