plastiche da riciclo

“Plastica Seconda Vita”: la nuova frontiera digitale della Certificazione

L’IPPR – Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo inaugura una nuova era per la certificazione ambientale in Italia. Con la pubblicazione dell’ultima edizione del Regolamento per la Certificazione Plastica Seconda Vita (PSV) si introduce un’importante innovazione che risponde all’esigenza crescente di trasparenza e tracciabilità nella filiera del riciclo.

Il Regolamento PSV, già primo marchio italiano ed europeo dedicato alla plastica riciclata, compie un salto tecnologico cruciale: riconosce ora la possibilità, su base volontaria, di adottare strumenti digitali avanzati per la tracciabilità dei materiali in ogni fase della filiera.

Plastica Seconda Vita è stato il primo schema di certificazione dedicato alla plastica riciclata in Europa, oltre vent’anni fa. Oggi, con orgoglio, siamo anche il primo ente a riconoscere e promuovere l’impiego di innovative tecnologie digitali di tracciabilità per potenziare la tracciabilità e la trasparenza lungo tutta la filiera del valore delle materie plastiche – dichiara Libero Cantarella, Presidente di IPPR.

La Blockchain come “Notaio Digitale” per le plastiche da riciclo

L’innovazione più significativa è l’introduzione della tecnologia blockchain, soluzione digitale inclusa per tracciare il percorso dei materiali lungo la filiera: dalla selezione iniziale dei rifiuti plastici, alla trasformazione in Materia Prima Seconda (MPS), fino alla produzione del manufatto finale.

La blockchain agisce come un registro notarile digitale: registrando le informazioni in modo immutabile, garantisce l’integrità, l’autenticità e la data certa di ogni dato. Questo conferisce un valore legale rafforzato ai dati tracciati, aumentando drasticamente l’affidabilità e la fiducia nell’intera filiera del riciclo.

Pionieri dell’Economia Circolare

Il sistema di certificazione Plastica Seconda Vita (PSV) è nato per dare una risposta concreta all’esigenza di identificare e rendere rintracciabili i materiali riciclati. Promosso da IPPR – fondato nel 2004 da Unionplast, PlasticsEurope Italia e Corepla – il marchio attesta la percentuale di riciclato e di sottoprodotti presenti nei materiali e nei manufatti.

L’obiettivo storico di IPPR è sempre stato quello di favorire l’economia circolare nel settore delle plastiche e facilitare un dialogo costruttivo tra imprese e Pubblica Amministrazione.

Verso il Passaporto Digitale del Prodotto (DPP)

Con l’integrazione della blockchain, la certificazione PSV non solo si allinea alle più recenti evoluzioni normative europee, ma si posiziona anche in modo strategico per l’implementazione del Passaporto Digitale del Prodotto (DPP).

Il DPP è destinato a diventare uno strumento fondamentale per aumentare la trasparenza e la circolarità delle materie plastiche. Attraverso questo passaporto digitale, sarà possibile raccogliere, aggiornare e condividere informazioni certificate – come composizione, provenienza e conformità normativa dei materiali – rendendole accessibili e verificabili da tutti gli attori coinvolti nella filiera.

L’evoluzione del Regolamento PSV segna quindi un passo cruciale verso una gestione del riciclo della plastica che è non solo più ecologica ma anche tecnologicamente avanzata e totalmente trasparente.