I vincitori del Premio Abitare Verde for Expo 2015 by Pentapolis

Torino – Case sane e “genuine”, così come richiesto al cibo di qualità. Il pensiero ispiratore di Carlo Petrini, patron di Slow Food e il manifesto Non fossiliziamoci di Greenpeace contro l’uso di materie prime di origine fossile, si traducono nel Premio Abitare Verde for Expo 2015 promosso da Pentapolis, che inaugura dal Salone del Gusto di Terra Madre nuovi criteri di sostenibilità in architettura. I parametri che indicano il miglior cibo “buono pulito giusto” diventano così i medesimi richiesti ai materiali dell’edilizia, tracciabili e rigorosamente “no oil” senza derivati petroliferi. “Il settore delle costruzioni è quello che consuma più petrolio ed è responsabile del più alto impatto ambientale al mondo con ripercussioni gravi sull’agricoltura”, ha sottolineato il presidente di Pentapolis Massimiliano Pontillo. Il premio Abitare Verde “Architettura e Agricoltura insieme per nutrire il pianeta” apre strade inedite per i materiali coibenti dell’efficienza energetica, valutati, per la prima volta in Italia, con i parametri del Greenwashing free, riferito alla “comunicazione del prodotto”, di cui vengono misurati e valutati, oltre all’efficacia tecnica, considerata prioritaria, anche altri dati importanti come l’ assenza di materie prime di origine fossile o di altre risorse non rinnovabili nella composizione del prodotto edile, la trasparenza, i luoghi di produzione, gli impatti idrogeologici, i conflitti o le sinergie con l’agricoltura, la sostenibilità economica, la comunicazione pubblicitaria adottata nei confronti dei consumatori. “I cittadini non possono essere garantiti affidandosi solo a quello che raccontano le aziende nelle pubblicità e nei loro siti internet”, ha sottolineato in proposito Paolo Landi, Presidente della Fondazione Consumo Sostenibile, sostenitore del greenwashing free e componente della giuria del Premio, assieme ad altri giurati di eccellenza, tra cui rappresentanti del FAI, Italia Nostra, Unione dei Consumatori, CIA – Cconfederazione Italiana Agricoltori, INBAR – Istituto Nazionale Bioarchitettura, Confimi Imprese, ANIEM – Associazione Nazionale Imprese Edili.

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PREMIO ABITARE VERDE EDIZIONE SPECIALE FOR EXPO’ 2015 AL PRODOTTO, AL PROGETTO, ALLA PERSONA
NELLA CATEGORIA PRODOTTI COIBENTI, I MIGLIORI SONO ITALIANI
VINCE L’ISOLANTE CON IL CUORE DI MARE
Tra gli oltre 100 isolanti naturali per il risparmio energetico, più presenti nel mercato europeo e valutati dalla giuria, è stato giudicato miglior prodotto: Edimare-edilana dell’omonima azienda sarda, che si conferma leader nel settore bioedilizia. Si tratta di un pannello 100% di fibre naturali composto da pura lana vergine di pecora unita alla lana di mare (fibra di legno delle foreste marine del Mar Mediterraneo) ottenuta dalla lavorazione industriale della posidonia spiaggiata.
Edimare-edilana offre, tra tutti gli isolanti valutati, a parità di spessore, i migliori dati tecnici assoluti, con il più elevato risparmio energetico, per proteggere gli edifici dal caldo e dal freddo. A questo si aggiunge la resistenza del prodotto nel tempo, la tracciabilità totale delle materie prime, delle filiere, dei processi produttivi, la competitività economica, la custodia del territorio e della biodiversità. “Produrre nuovi materiali che non impoveriscano il territorio e mantengano intatto il paesaggio, fa sperare in un futuro migliore per il nostro Paese. E in questo, la sinergia tra architettura e agricoltura, può molto”, ha commentato l’arch.Costanza Pratesi del FAI, tra i componenti della giuria.
Una menzione speciale va ai prodotti isolanti Celenit: fibre di legno da gestione sostenibile dei boschi, con stabilimenti produttivi nel Padovano.
Sia Edimare-Edilana che Celenit sono dotati di certificazione etica ambientale ANAB e ICEA la medesima che certifica i prodotti bio dell’agroalimentare.
A seguire nella top ten degli isolanti naturali troviamo i prodotti tedeschi e svizzeri che nonostante l’eccellenza del Made in Italy continuano ad essere i preferiti dal mercato nazionale della progettazione con oltre l’80% di importazioni.

PREMIO CATEGORIA PROGETTI
Teatri di paglia e città vegetali
Nella categoria progetti per il Made in Italy il premio è assegnato a: Teatro di paglia. Un’architettura a cielo aperto, voluta da Slow Food e protagonista al Padiglione 1 del Salone del Gusto di Terra Madre, composta da balle di paglia di grano e di orzo. La struttura è amovibile si monta e si smonta con facilità e con qualsiasi tipologia di forma richiesta all’occasione: ad anfiteatro, a quadrato, a labirinto, a stella, interagendo con gli attori e gli spettatori che vengono invitati a progettare e a costruire direttamente la struttura stessa, prima dello spettacolo. Finita la sua utilità il Teatro di paglia ritorna nel fienile per essere consumato come foraggio. La rete internazionale Teatro di paglia – Straw Theatre Network, ha come motto: “Un teatro di grano, un teatro come pane quotidiano”, perfetto simbolo di sinergia tra architettura e agricoltura per un nuovo concetto culturale dell’abitare.

PREMIO CATEGORIA PERSONE
Il recupero della terra cruda e l’Utopia verde
Nella categorie Persone per il Made in Italy il massimo riconoscimento del Premio Abitare Verde for expo 2015 è stato assegnato all’Architetto Eliana Baglioni dell’associazione: “Case di Terra”, con sede e centro di documentazione nazionale a Casalincontrada, in Abruzzo. Con una squadra di giovani architetti provenienti da tutto il mondo, la Baglioni ha realizzato, per il fuori Salone di Milano: “Green Utopia”, una piccola città vegetale di duemila metri quadrati, con esempi reali di architettura verde, dalle solide strutture vegetali degli edifici, agli arredi urbani di terra cruda, uno dei materiali ecologici protagonisti della nuova edilizia, caratteristica dell’ambiente mediterraneo. La città che ne deriva tende a portare dentro di sé la foresta, eliminando il confine fra natura e costruito.

Una menzione speciale all’Architetto e docente universitaria di Roma Tre Chiara Tonelli, team leader del progetto vincitore nel 2014 a Versailles dei “Campionati del mondo di architettura tra Università” per “Med in Italy”: prototipo di casa alimentata a energia rinnovabile.