Presentato al Transport Poverty Lab promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile il primo Green Paper sulla povertà dei trasporti in Italia. Tra i supporter Tper e Nordcom con il l patrocinio della Commissione Europea, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e la collaborazione tecnica dell’Osservatorio Sharing Mobility e della Fondazione Transform Transport ETS.
Oltre 7 milioni di persone non riescono a sostenere i costi del trasporto pubblico o privato o hanno accesso limitato ai trasporti necessari per accedere ai servizi essenziali, al lavoro e alle opportunità economiche e sociali.
Circa 1,2 milioni di famiglie si trovano contemporaneamente in una condizione di rischio povertà e sostengono costi di mobilità particolarmente elevati.
Al tempo stesso, 7,3 milioni di cittadini risiedono in aree caratterizzate da un’offerta di trasporto pubblico insufficiente. Il divario territoriale è marcato: nel Sud la disponibilità di trasporto pubblico locale scende sotto i 200 posti-km per abitante in alcune aree di Sardegna e Sicilia, contro una media nazionale di 4.623 e oltre 16.000 posti-km registrati a Milano. A livello regionale, la quota più elevata di famiglie vulnerabili si registra in Calabria dove supera il 10% e si scende sotto il 2% in Trentino-Alto Adige.
Il settore dei trasporti è l’unico in Italia a non aver ridotto le emissioni di gas climalteranti dal 1990 ad oggi, con un impatto negativo anche sulla salute dei cittadini e sulla vivibilità delle nostre città. Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione è molto importante sostenere le fasce più vulnerabili della popolazione sia negli acquisti di veicoli meno inquinanti che nell’ accesso a servizi di mobilità condivisa, perché la transizione ecologica non è un vincolo, ma deve rappresentare un’opportunità per tutti – ha detto Edo Ronchi, Presidente Fondazione per lo sviluppo sostenibile.
Povertà dei trasporti: il decalogo per contrastarla
Il Regolamento Europeo identifica due macro-categorie di misure su cui gli stati membri possono investire per mitigare l’impatto sociale ed economico su utenti vulnerabili e microimprese:
- facilitare l’accesso a veicoli a zero e a basse emissioni;
- facilitare l’accesso alla mobilità condivisa e sostenibile.
Le misure
La Guidance on the Social Climate Plans offre un insieme chiaro e strutturato di misure, un vero e proprio Decalogo di misure per il contrasto alla povertà dei trasporti:
- Sostegno finanziario e incentivi fiscali per l’acquisto diretto di veicoli a basse e zero emissioni;
- Schemi per il noleggio o leasing di veicoli a zero emissioni per i gruppi vulnerabili in base a fattori come il reddito, l’accessibilità dei trasporti pubblici, e i tempi e le distanze tra casa e luogo di lavoro per evitare effetti regressivi;
- Investimenti in infrastrutture di ricarica pubbliche intelligenti e bidirezionali a prezzi competitivi, in aree con utenti vulnerabili e in povertà da trasporto;
- Sussidi per l’acquisto o il leasing di veicoli a zero emissioni destinati alle microimprese (ad esempio taxi, furgoni, camion, veicoli a uso speciale o cargo-bike);
- Bonus aggiuntivi per la rottamazione di veicoli diesel e benzina, con la garanzia che non vengano acquistati veicoli sostitutivi inquinanti;
- Promozione dell’uso di biciclette, e-bike, cargo-bike e soluzioni di micromobilità, favorendo sia la creazione di infrastrutture ciclabili sicure che colleghino aree a basso reddito con destinazioni chiave, oltre a sussidi per acquisto, noleggio a lungo termine o leasing di biciclette, e-bike o cargo-bike;
- Incentivi all’uso di trasporti pubblici economici e accessibili, supportando enti pubblici e privati, comprese le cooperative, nello sviluppo di mobilità sostenibile su richiesta, mobilità condivisa e opzioni di mobilità attiva;
- Sostegno pubblico a servizi on-demand, “mobilità come servizio (MaaS)” e sharing mobility, per coprire l’intera catena di percorsi, inclusi il primo e ultimo miglio, tenendo conto delle esigenze dei gruppi vulnerabili nelle aree remote e svantaggiate, anche attraverso voucher sovvenzionati;
- Estensione dell’offerta di trasporto pubblico e di infrastrutture correlate, soprattutto in aree rurali e urbane poco servite, beneficiando gli utenti vulnerabili dei trasporti;
- Investimenti in hub di mobilità, per facilitare lo scambio e le connessioni tra trasporto pubblico, mobilità condivisa, ciclismo e camminata nelle aree suburbane, periurbane e rurali.





