Le bucce di kiwi diventano plastica bio: il progetto Plasmilk

Le bucce di kiwi diventano plastica bio: il progetto Plasmilk

La plastica fa male alla salute e all’ambiente, questo si sa. È però possibile produrre plastica bio che non inquina, usando latticini scaduti, scarti dei kiwi e della canapa. Si tratta del progetto Plasmilk, messo a punto in provincia di Latina dall’imprenditore Francesco Borgomeo, come fa sapere Repubblica.

Dopo essersi imposto con la green economy, Borgomeo ha deciso di proporre un brevetto che sarà depositato a livello internazionale e che potrebbe essere una bella novità nella produzione di plastica green, sfruttando gli scarti della catena alimentare e della grande distribuzione dell’area nord del territorio pontino.

Le dichiarazioni

“Vogliamo produrre una plastica – ha dichiarato l’imprenditore – che non inquini più il mare e la terra attraverso componenti presenti sul territorio. Punteremo a recuperare plastica sfruttando l’esperienza nella chimica. Questo il nostro enorme valore aggiunto”.

“Si tratta di un grano che ha componente bio quali latte e derivati, kiwi e canapa. L’idea è utilizzare tutto lo scaduto di latte e derivati, tutti gli scarti della catena alimentare e dalla grande distribuzione e di metterlo in un’ideazione di vera e propria plastica. In questo senso sarà fondamentale il know how derivante da un’azienda chimica e dai suoi lavoratori come la ex Nalco“, ha aggiunto Fabio Mazzarella, direttore generale dell’azienda green Plasta Rei.