Raccolta differenziata

Raccolta differenziata Lazio: il Rapporto 2024 di Cittadinanzattiva, quasi al 55% ma si spende di più

Esce il Rapporto 2024 dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva per dare un quadro preciso su raccolta differenziata e tariffe. Aumenta del 5,5% rispetto al 2023 la spesa sostenuta da una famiglia nel Lazio (si fa riferimento ad un nucleo di 3 persone che vive in una casa di 100 mq) per la tariffa dei rifiuti: in media nel 2024 è di 376 euro rispetto ai 360 euro dell’anno precedente.

Spiccano le differenze fra i singoli capoluoghi: 432 euro a Latina, 332 euro a Frosinone dove l’aumento è stato però ben del 10%. A livello nazionale la spesa si attesta sui 329 euro, con un aumento del 2,6%. Il Trentino Alto Adige è la regione più economica (203 euro) mentre la Puglia è la più costosa (426,50 euro con un aumento di oltre il 4% rispetto all’anno precedente).

Raccolta differenziata, le percentuali

Secondo i dati raccolti dall’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale la produzione pro capite è di circa 494 chilogrammi per abitante (-1,6% rispetto al 2021) con valori più elevati al Centro (532 Kg/ab.) seguito dal Nord (506 kg/ab.) e dal Sud (454 Kg/ab.). Per quanto riguarda la tipologia di rifiuti differenziati nel 2022 la percentuale più elevata è relativa alla frazione organica (38,3%), seguita da carta (19,3%) e vetro (12,3%) e plastica (9%). Le percentuali più basse riguardano i RAEE (1,4%) e i rifiuti tessili (0,8%).

La media nazionale di raccolta differenziata ha raggiunto il 65,2% (+ 1,2% rispetto al 2021) mentre il 18% dei rifiuti urbani prodotti finisce in discarica. Nel Lazio siamo al 54,5% di differenziata (contro una media nazionale del 65%) con notevoli disparità fra i singoli capoluoghi: si va dal 69,6% a Frosinone ad appena il 44% a Latina.

Italiani sensibili al ciclo dei rifiuti ma tra il dire e il fare…

Secondo la ricerca “Economia circolare e consumi sostenibili. Comportamenti delle famiglie, criticità ed efficacia della risposta pubblica” (realizzata e presentata da EURES Ricerche Economiche e Sociali nel mese di aprile 2024 per conto di Adoc, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, U.Di.Con e Unione Nazionale Consumatori nell’ambito dei progetti finanziati dal MIMIT. D.M. 6/5/2022, art.5) l’85% delle famiglie si dichiara sensibile al ciclo dei rifiuti e l’89,5% afferma di impegnarsi nel differenziare tuttavia la discrepanza tra l’impegno dichiarato e la pratica effettiva è un sintomo delle difficoltà nel portare nella quotidianità quanto promesso.

Per gli italiani c’è poca chiarezza sulla composizione dei materiali di imballaggio (55,7%), un problema che rende complicata la corretta separazione dei rifiuti. La gestione inadeguata del servizio (52,4%) è un altro fattore che frena l’adozione di pratiche più sostenibili, così come:

  • l’assenza di incentivi (per il 47,2% sarebbe interessante avere vantaggi in bolletta);
  • la difficoltà nel reperire informazioni attraverso adeguate campagne di comunicazione:
  • la gestione del tempo necessario per la differenziazione (42,1%);
  • la mancanza di spazi adeguati nelle abitazioni (35,4%) per gestire correttamente i vari tipi di rifiuti.

Solo il 51,4% delle famiglie è orientato ad acquistare prodotti sfusi per ridurre gli imballaggi mentre circa il 36% trova difficoltà nel recupero e nel riutilizzo dei prodotti, e il 30% ha problemi nel ridurre la quantità di rifiuti.