In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente del 5 giugno, quest’anno dedicata all’inquinamento da plastica, il consorzio Ecolight, da oltre vent’anni impegnato nella raccolta e nel riciclo dei RAEE spiega, ancora una volta, il valore e l’impatto ambientale nascosto in questi beni e come disfarsene correttamente.
Ogni famiglia italiana può custodire inconsapevolmente circa 3 kg di plastica “fantasma” nei piccoli elettrodomestici presenti in casa e meno di 1 su 5 segue un corretto percorso di raccolta differenziata.
Dobbiamo iniziare a pensare ai nostri dispositivi elettronici non più come semplici oggetti, ma come potenziali risorse che possiamo restituire al pianeta -ha commentato Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecolight – Oggetti elettronici come telecomandi, asciugacapelli e caricabatterie sono una “miniera“ di plastica. Gestire correttamente questi rifiuti elettronici è restituire alla plastica contenuta in questi RAEE una nuova vita con il riciclo.
RAEE: telecomandi, asciugacapelli e caricabatterie
Secondo recenti stime del consorzio, ogni famiglia italiana può custodire inconsapevolmente circa 3 kg di plastica “fantasma” nei piccoli elettrodomestici presenti in casa. Ecolight ha individuato tre prodotti di uso quotidiano per analizzare la quantità di plastica presente:
- il telecomando può contenere fino all’85% del suo peso in plastica. Quando smette di funzionare o viene sostituito, spesso finisce dimenticato in un cassetto. E con lui, centinaia di grammi di plastica che potrebbero essere recuperati. Importante: le pile vanno sempre tolte e conferite correttamente;
- l’asciugacapelli può avere fino a 500 grammi di plastica, tra scocca, impugnatura e griglia protettiva. Eppure, alla fine della sua vita utile, molti lo gettano nell’indifferenziata, perdendo materiali preziosi e generando un impatto ambientale invisibile ma significativo;
- il caricabatterie contiene plastica in proporzioni notevoli, fino al 75% del suo peso totale, tra rivestimenti e componenti. Nonostante ciò, raramente è trattato come un rifiuto elettronico, finendo nei rifiuti generici.
Di seguito una tabella con una stima del consorzio Ecolight relativa ai principali beni RAEE appartenenti alla categoria R4 (piccoli elettrodomestici).

Le soluzioni
Il primo passo è riconoscere i RAEE: quando un apparecchio elettrico o elettronico smette di funzionare deve essere conferito correttamente. Il secondo passo è metterlo nel posto giusto: non va nascosto in un cassetto e neppure buttato nell’indifferenziata. Deve essere portato in un centro di raccolta comunale oppure in un negozio che vende apparecchiature elettroniche.
C’è infatti il diritto al ritiro “uno contro uno” che prevede la possibilità di restituire gratuitamente il vecchio prodotto al momento dell’acquisto di uno nuovo di equivalente funzionalità, ma anche al ritiro “uno contro zero” che vale per i piccoli elettrodomestici fino a 25 cm, senza obbligo di acquisto.
Solo attraverso questi semplici accorgimenti possiamo evitare che plastica preziosa venga sprecata, e contribuire concretamente a una filiera più sostenibile – conclude il direttore generale.





