Poche parole, forti, assordanti: con queste si è aperto l’intervento di Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS, all’evento di presentazione del decimo Rapporto ASviS, intitolato “Pace, giustizia e diritti: pilastri della sostenibilità”, presentato lo scorso 22 ottobre presso la Camera dei Deputati a Roma.
“Decimo” perché sono già trascorsi dieci anni dalla firma dell’Agenda 2030, l’unico piano d’azione sottoscritto da 193 Paesi il 25 settembre 2015 per promuovere il benessere del Pianeta e delle persone che lo abitano. Dieci anni sono passati anche dalla prima stesura del documento con cui l’ASviS analizza lo stato del mondo, dell’Unione Europea e dell’Italia rispetto alle diverse dimensioni dello sviluppo sostenibile. Grazie al lavoro di centinaia di esperti ed esperte dei gruppi di lavoro e degli aderenti, l’Alleanza valuta anche le politiche e la legislazione adottate a livello europeo e nazionale.
Da qui nasce la scelta consapevole del titolo, formato da: pace, giustizia, diritti, tre parole cariche di significato e di valore in un momento storico segnato da dolorosi conflitti. Il Rapporto racconta, attraverso i dati, la realtà quotidiana, concreta, di milioni di persone in difficoltà nel Paese, del crescente degrado ambientale, dei ritardi del sistema economico nel cogliere le nuove sfide tecnologiche, delle contraddizioni delle politiche pubbliche, ma anche del forte desiderio di sostenibilità espresso dalla popolazione italiana.
Rapporto ASviS: sviluppo (in)sostenibile nel mondo
Dai dati del Rapporto dell’ONU sullo stato dell’Agenda 2030, presentato a luglio 2025 in occasione del Forum di alto livello delle Nazioni Unite (HLPF), emerge che il mondo è sulla buona strada per conseguire solo il 18% dei target entro il 2030. Per il 17% si registrano progressi moderati, per il 31% miglioramenti marginali o assenti, per il 17% stagnazione, e nel 18% dei casi si osserva un regresso rispetto a dieci anni fa. Tra le cause principali: l’aggravarsi di guerre, disuguaglianze e crisi climatica.
E in Italia? Gli indicatori statistici disponibili mostrano chiaramente il ritardo dell’Italia su quasi tutti gli Obiettivi di sviluppo sostenibile. Tra il 2010 e il 2024 si registra:
- Arretramento per sei Goal: sconfiggere la povertà (Goal 1), acqua pulita e servizi igienico-sanitari (Goal 6), ridurre le disuguaglianze (Goal 10), vita sulla Terra (Goal 15), pace, giustizia e istituzioni solide (Goal 16) e partnership per gli Obiettivi (Goal 17);
- Sostanziale stabilità per quattro Goal: sconfiggere la fame (Goal 2), salute e benessere (Goal 3), imprese, innovazione e infrastrutture (Goal 9), città e comunità sostenibili (Goal 11);
- Miglioramento per sei Goal: istruzione di qualità (Goal 4), parità di genere (Goal 5), energia pulita e accessibile (Goal 7), lavoro dignitoso e crescita economica (Goal 8), lotta contro il cambiamento climatico (Goal 13), vita sott’acqua (Goal 14);
- Forte aumento solo per il Goal 12, relativo all’economia circolare.
Dei 38 target quantitativi definiti a livello europeo o nazionale da raggiungere entro il 2030, solo undici (29%) appaiono raggiungibili, cinque (13%) mostrano un andamento discordante nel tempo e ben ventidue (58%) non sembrano raggiungibili.
Le proposte dell’ASviS
Per affrontare le sfide future, il Rapporto ASviS propone di attivare cinque “leve trasformative”: governance, economia e finanza, azione individuale e collettiva, scienza e tecnologia, sviluppo delle capacità. Inoltre, individua sei “punti d’ingresso” chiave: benessere e capacità umane; economie sostenibili e socialmente eque; sistemi alimentari sostenibili e alimentazione sana; decarbonizzazione dell’energia e accesso universale; sviluppo urbano e periurbano; protezione dei beni comuni ambientali globali.
I prossimi appuntamenti ASviS di novembre
Per 17 giorni, dal 27 ottobre al 18 novembre, torna Un Goal al Giorno, la campagna ASviS che racconta il Rapporto in modo semplice attraverso grafici interattivi, video-interviste, card social, analisi e proposte dedicate a ciascun Goal. L’iniziativa può essere seguita anche sui canali social dell’Alleanza (Facebook, X, YouTube, Instagram e LinkedIn) tramite gli hashtag #RapportoASviS e #1Goalxgiorno.
Parallelamente alla campagna, ogni lunedì di novembre l’Alleanza organizza quattro eventi, gli “ASviS Live”, focalizzati su ciascuna delle quattro dimensioni dello sviluppo sostenibile – istituzionale, sociale, ambientale ed economica – in cui rappresentanti delle istituzioni e stakeholder chiave si confronteranno sulle analisi e proposte presentate nel documento.
- 3 novembre – Istituzioni: “Pace e governance globale: rifondare il multilateralismo dopo il Patto per il Futuro“
- 10 novembre – Società: “Le giuste transizioni, per non lasciare nessuno indietro”
- 17 novembre – Ambiente: “Biodiversità al lavoro: attuare la Legge UE sul ripristino della natura e il deposito cauzionale (DRS)”
- 24 novembre – Economia: “Le sfide della transizione: capitali, competenze e regole per crescere”
Tutti gli incontri, ospitati dalla CeoForLife Clubhouse, saranno trasmessi in diretta streaming sui canali web e social dell’Alleanza.
L’introduzione del Rapporto a firma dei Presidenti
La sintesi a cura di Enrico Giovannini
Il comunicato stampa dell’evento di presentazione del Rapporto
di Chiara Colucci, Progetti di Comunicazione e Advocacy, ASviS






