L’edizione 2023 del Rapporto Ecomafia di Legambiente dipinge un quadro preoccupante: l’incidenza dei reati ambientali in Italia non accenna a diminuire, anzi si registra un preoccupante aumento del 15,6% rispetto al 2022, con ben 35.487 illeciti contestati nel corso dell’anno.
Una media di 4 reati ogni ora per un giro d’affari da capogiro che sfiora i 9 miliardi di euro. A farne le spese è soprattutto il Sud Italia, con quattro regioni – Campania, Sicilia, Puglia e Calabria – che, tristemente, concentrano il 43,5% degli illeciti. Non è un caso che queste regioni siano caratterizzate da una forte presenza di criminalità organizzata.
Si tratta di temi – ha ricordato la direttrice generale Ispra Maria Siclari, intervenuta all’evento di presentazione del Rapporto – su cui Ispra e le Agenzie del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente agiscono da tempo, come soggetti istituzionalmente preposti a svolgere le attività di verifica e di controllo ambientale e titolati a rafforzare la legalità ambientale, prerequisito essenziale per il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Alcuni numeri – ha ricordato la dg Ispra – esprimono l’impegno crescente dell’Istituto e di tutto il Sistema per il contrasto alla criminalità ambientale: 1.000 unità di personale impegnato sul campo dalle Agenzie del Snpa. Eseguiti 1.180 atti di prescrizione in un anno per accertata illegalità ambientale. Sono state 1.400 nell’anno 2023 le asseverazioni delle prescrizioni, di cui oltre 200 hanno richiesto sopralluoghi specifici. Nel campo del danno ambientale, sempre nel 2023, su 552 procedimenti penali segnalati, individuati dal Mase 61 casi per i quali è stata chiesta al Snpa una valutazione tecnica preliminare.
Rapporto Ecomafia di Legambiente, un impegno in prima linea
Nonostante i dati allarmanti, il Rapporto sottolinea anche l’impegno profuso da magistratura, forze dell’ordine e organismi di controllo nella lotta alle ecomafie. Un impegno che ha portato a risultati concreti come l’aumento delle persone denunciate (+30,6%), degli arresti (+43%) e dei sequestri (+19%).
Tra le istituzioni che operano in prima linea anche il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), a cui la normativa assegna un ruolo di supporto agli organi giudiziari, in particolare nell’accertamento degli illeciti e nella valutazione tecnica dei danni.
Rafforzare le difese
La lotta alle ecomafie è una battaglia per la tutela del nostro ambiente e per la salute dei cittadini. Le proposte del Rapporto Ecomafia rappresentano un passo importante in questa direzione. Un impegno da parte di tutti è necessario per sconfiggere questo fenomeno e costruire un futuro più sostenibile. Fra le proposte:
- rafforzamento dell’organico delle agenzie ambientali: è necessario un incremento del personale per potenziare le capacità di controllo e repressione;
- completamento dell’attuazione della legge 132 del 2016: questa legge ha istituito il SNPA e la sua piena attuazione è fondamentale per ottimizzare il contrasto agli eco-reati;
- approvazione del Regolamento Ispettori: questo regolamento aumenterebbe il numero di ufficiali Arpa con poteri di polizia giudiziaria, conferendo loro maggiore forza per contrastare le illegalità.






