Rapporto MobilitAria 2025

Rapporto MobilitAria 2026: tra ritardi nella mobilità e l’urgenza dei target UE 2030

Presentato a Roma, presso la sede centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Rapporto MobilitAria 2026. Lo studio, frutto del lavoro sinergico tra il gruppo di lavoro Mobilità sostenibile di Kyoto Club e il Dipartimento Scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr, scatta una fotografia nitida sulla qualità dell’aria e sulle politiche di mobilità urbana nelle quattordici grandi città italiane nel corso del 2025.

Finalità del documento è quella di misurare il divario che separa i principali centri urbani della penisola dagli obiettivi europei di decarbonizzazione, offrendo al contempo analisi e proposte operative concrete. Un’attenzione particolare viene dedicata al Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria 2025-2027, lo strumento strategico pensato per assicurare il rispetto dei limiti normativi attuali e dei nuovi e più stringenti target comunitari fissati per il 2030.

I dati mostrano un miglioramento della qualità dell’aria nelle città italiane rispetto ai limiti attuali, ma molto distanti rispetto ai nuovi standard europei e alle raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il ‘Piano di Azione nazionale per il miglioramento della qualità dell’aria’ rappresenta uno strumento centrale proprio per colmare questo divario e superare le procedure di infrazione che l’Italia ha ricevuto dall’Europa per i superamenti di PM10 e biossido di azoto – dichiara Francesco Petracchini, direttore Cnr-Dsstta – È un piano che mette a sistema interventi su mobilità, energia, agricoltura e riscaldamento: il punto decisivo è garantirne un’attuazione efficace e coordinata, al fine di ridurre i livelli di inquinamento dell’aria entro i limiti previsti.

Rapporto MobilitAria 2026: la struttura

La struttura del Rapporto MobilitAria si articola in tre sezioni complementari. La prima parte si concentra sull’analisi dei dati relativi all’inquinamento atmosferico e ai suoi impatti diretti sulla salute umana, arricchendosi di contributi specialistici che spaziano dalla mobilità di genere alle dinamiche del Green Deal e del Piano Sociale per il Clima, senza dimenticare i temi caldi della sicurezza stradale, della promozione della mobilità attiva e del modello delle Città 30.

La seconda sezione delinea la strada per il futuro attraverso le proposte e le strategie d’intervento elaborate da Kyoto Club e Cnr. In questo ambito si evidenzia come la transizione non proceda alla stessa velocità ovunque, poiché le analisi sulle Zone a Transizione Limitata e i dati del report Mind the Gap di Clean Cities mostrano profonde differenze interne e un netto divario nell’offerta di trasporto pubblico.

La terza e ultima sezione raccoglie infine un imponente patrimonio di dati sulla mobilità urbana delle quattordici città monitorate, organizzati in schede dettagliate e consultabili anche tramite tecnologia QR code per un rimando diretto all’Osservatorio di Kyoto Club e Clean Cities.

Auto privata, cuore degli italiani…

I dati raccolti nel 2025 evidenziano che l’Italia conferma purtroppo uno dei tassi di motorizzazione più alti d’Europa, con picchi particolarmente significativi nel Mezzogiorno e nelle Isole. L’automobile privata esercita ancora un ruolo dominante negli spostamenti quotidiani dei cittadini, mentre si registrano pesanti ritardi nel potenziamento dei mezzi pubblici, della rete ciclabile e delle infrastrutture per la mobilità elettrica. Questa situazione accentua i divari territoriali, mostrando alcune realtà del Centro-Nord orientate verso modelli più sostenibili a fronte di un Sud dove la carenza di reali alternative strutturali finisce per rafforzare la dipendenza dal mezzo privato.

Qualità dell’aria: il bilancio del 2025 è chiaroscuro

Se da un lato si registra un parziale miglioramento dei livelli medi annuali di biossido di azoto e PM10, dall’altro persistono forti criticità legate ai superamenti giornalieri delle polveri sottili. Quasi tutte le città esaminate presentano concentrazioni di NO2, PM10 e PM2,5 che superano ancora gli standard di sicurezza raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e i futuri limiti dell’Unione Europea per il 2030. La vera sfida dei prossimi anni risiede quindi nella capacità di trasformare questi timidi segnali positivi in risultati strutturali, accelerando in modo deciso gli investimenti.

Per uscire da una lunga fase di stagnazione del trasporto pubblico locale, Kyoto Club e Cnr-Dsstta sottolineano l’urgenza di aumentare le risorse del Fondo Nazionale Trasporti, permettendo così alle amministrazioni locali di gestire in modo più incisivo il traffico e la sicurezza. Tra le priorità inderogabili figurano la riduzione drastica del parco auto privato, lo sviluppo delle reti ferroviarie urbane, il quadruplicamento dei percorsi ciclabili e una generale riorganizzazione degli spazi urbani basata sulla mobilità attiva e sulle Città 30.

Il percorso verso la sostenibilità deve necessariamente passare anche dall’estensione delle ZTL e delle aree a basse emissioni, dall’elettrificazione dei vettori pubblici e privati, da una logistica urbana ripensata in chiave ecologica e da misure mirate a contrastare il fenomeno della povertà dei trasporti, garantendo a tutti il diritto a una mobilità pulita e accessibile.

Mobilitaria 2026 racconta lo sforzo in atto da parte delle città per ridurre traffico, inquinamento e congestione, per promuovere la mobilità sostenibile con il potenziamento del trasporto pubblico, la crescita della mobilità attiva, la riduzione di mortalità ed incidentalità, le innovazioni tecnologiche e di servizio, la multimodalità, l’elettrificazione dei veicoli e servizi. Ma devono essere sostenute in questo sforzo complesso con risorse adeguate, regole snelle, semplificazioni procedurali, investimenti costanti: è quello che chiediamo a Governo e Parlamento, di predisporre misure e risorse adeguate, rimettendo la mobilità urbana al centro dell’agenda nazionale – conclude Anna Donati, coordinatrice del Gruppo di Lavoro ‘Mobilità sostenibile’ di Kyoto Club.