Il Rapporto Territori ASviS è giunto quest’anno alla sua sesta edizione, con un appuntamento di presentazione che si è svolto lo scorso 11 dicembre a Roma, presso la sede del CNEL. Ogni anno rappresenta un’occasione importante per capire se e in che direzione sta cambiando il Paese, progettando politiche pubbliche più efficaci e sostenibili. Il documento, realizzato con il supporto incondizionato di AXA Italia e Federcasse, è uno strumento indispensabile che fornisce un quadro completo sul posizionamento delle Regioni, Province, città metropolitane, aree urbane e Comuni italiani rispetto ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.
La sostenibilità non è un concetto astratto, ma una realtà che si concretizza nei territori, diventando parte integrante della vita quotidiana di ogni comunità. Per non lasciare nessuno indietro, è necessario accelerare a livello locale. Negli ultimi anni, infatti, si è sviluppato un vero e proprio ecosistema di iniziative che supportano le regioni e le città nel realizzare l’Agenda 2030, favorendo un cambiamento tangibile e positivo sul territorio.
Rapporto Territori ASviS: bene solo l’economia circolare
L’Italia, però, vive una situazione paradossale: nonostante la sua ricchezza di esperienze virtuose, fatica a tradurre queste esperienze in politiche nazionali coerenti e ambiziose. Le analisi di ASviS mostrano un quadro chiaro e preoccupante: dei 14 obiettivi analizzati a livello territoriale, solo uno migliora in modo significativo (l’economia circolare), mentre 5 peggiorano (povertà, disuguaglianze, acqua, ecosistemi terrestri e istituzioni).
Solo poche regioni sono nella giusta traiettoria per raggiungere il 40% degli obiettivi, mentre in 11 regioni si raggiunge solo un terzo degli obiettivi, senza considerare la frattura territoriale tra Nord e Sud. I servizi essenziali sono ancora deboli nel Sud: ad esempio, gli asili nido coprono solo il 16% dei bambini, contro il 34% nel Nord. Le disuguaglianze si intrecciano spesso con le vulnerabilità ambientali: se non affrontati tempestivamente e concretamente, questi temi rischiano di avere conseguenze drammatiche.
Il PNRR non basta
Le politiche attuate in passato, tra cui il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), che prosegue a rilento, non riescono a risolvere le problematiche. Il Rapporto avanza una serie di proposte concrete per rilanciare la governance multilivello, ristrutturare le politiche di coesione, rafforzare quelle dedicate alle aree interne e montane, il cui tessuto economico è più debole, approvare una nuova normativa sulla rigenerazione urbana e valorizzare il ruolo delle banche di comunità. Proposte che richiedono lungimiranza, ma che possono cambiare il modo in cui il Paese si sviluppa.
Nel documento sono state selezionate, inoltre, 30 buone pratiche tra 220 iniziative: esempi che dimostrano come la sostenibilità sia una realtà, resa possibile solo grazie alla collaborazione e alla fiducia nei territori. Le parole chiave sono futuro e accelerazione.
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Card, grafici interattivi e sintesi regionali: scopri tutti i materiali del Rapporto Territori!
di Chiara Colucci, Progetti di Comunicazione e Advocacy, ASviS





