Pneumatici fuori uso PFU

Riciclo pneumatici: il Lazio protagonista nel 2025 ne raccoglie 16.300 tonnellate

Nel Lazio, il sistema di raccolta e riciclo degli Pneumatici Fuori Uso (PFU) ha raggiunto traguardi straordinari nel corso del 2025. Grazie al coordinamento di Ecopneus, società senza scopo di lucro e principale operatore del settore, sono state raccolte e avviate al recupero ben 16.385 tonnellate di PFU su tutto il territorio regionale.

Per dare un’idea dell’entità di questo risultato, si parla di circa 1,55 milioni di pneumatici da autovettura. Se fossero allineati uno dopo l’altro, coprirebbero una distanza pari a 15 volte l’intero tracciato del Grande Raccordo Anulare di Roma. Questo successo è stato reso possibile da un’organizzazione capillare che ha soddisfatto 5.687 richieste di prelievo presso gommisti, stazioni di servizio e autofficine della regione.

I risultati raggiunti nel 2025 confermano la capacità del sistema di garantire un servizio stabile, efficiente e pienamente operativo su tutto il territorio nazionale. Il sistema risponde puntualmente alle esigenze dei diversi contesti locali e assicura una raccolta capillare anche nelle aree più complesse, con l’obiettivo di supportare concretamente gli operatori della filiera. Continueremo a lavorare insieme a istituzioni, imprese e operatori per consolidare i risultati raggiunti e favorire lo sviluppo degli impieghi della gomma riciclata, elemento chiave per la piena valorizzazione dei PFU – ha dichiarato Giuseppina Carnimeo, Direttore Generale di Ecopneus.

 

Il nostro modello operativo si basa su un sistema strutturato di partner diffusi sul territorio, che include 23 aziende attive nella raccolta e nel trattamento dei PFU. Questa impostazione consente di rendere la filiera più efficiente e di mantenere standard qualitativi costanti e controllati. A caratterizzare il sistema è inoltre la piena tracciabilità dei flussi: attraverso la piattaforma gestionale I-Smart, ogni movimentazione dei PFU viene monitorata in modo puntuale lungo l’intero ciclo, dalla raccolta fino al trattamento finale. Questo consente di disporre di informazioni accurate e aggiornate, a supporto di una gestione logistica strutturata e tracciata – ha proseguito Andrea Caruana, Responsabile gestione partner, logistica e tracciamento di Ecopneus.

Un successo su scala nazionale per gli Pneumatici Fuori Uso

I dati del Lazio riflettono un trend positivo che coinvolge tutta l’Italia. A livello nazionale, Ecopneus ha gestito complessivamente 199.408 tonnellate di pneumatici fuori uso, superando del 23% il target stabilito per legge. L’operazione ha permesso di:

  • raggiungere gli obiettivi definiti dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica;
  • garantire la piena operatività del mercato del ricambio;
  • evadere circa 52.000 richieste di prelievo presso oltre 20.300 punti di generazione in tutto il Paese.

Questi numeri confermano l’efficacia di un sistema di economia circolare fondamentale per la tutela dell’ambiente e il recupero di risorse preziose.

Ecopneus e il riciclo dei PFU: un modello di economia circolare

Il sistema di riciclo dei PFU gestito da Ecopneus rappresenta un modello di economia circolare avanzato, capace di ridurre il consumo di risorse naturali, abbattere le emissioni di gas serra e incentivare lo sviluppo di filiere industriali sostenibili. I materiali ottenuti dal riciclo trovano impiego in molteplici applicazioni, dalle pavimentazioni sportive ad alte prestazioni agli asfalti silenziosi e durevoli, dagli isolanti per l’edilizia agli arredi urbani, fino al recupero energetico.

Dal 2011, Ecopneus ha gestito oltre 3 milioni di tonnellate di PFU, superando ogni anno il target previsto dalla legge, senza alcun costo per la Pubblica Amministrazione o per i cittadini. Questo impegno si è tradotto in oltre 1 milione di missioni di raccolta su tutto il territorio nazionale, con un’attenzione particolare alla bonifica di stock storici e dei PFU abbandonati nei territori della Terra dei Fuochi. La gestione responsabile dei PFU non solo riduce l’inquinamento e il consumo di risorse naturali, ma genera benefici economici concreti, con un risparmio di circa 80 milioni di euro ogni anno.