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Riduzione del consumo di suolo: Bologna mette al primo posto la tutela dell’ambiente

Nella giornata di mercoledì 27 luglio 2022 il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha pubblicato un video sulla sua pagina ufficiale di Facebook per dare una notizia molto importante riguardo la riduzione del consumo di suolo nel capoluogo emiliano.

In questa data il Consiglio metropolitano ha approvato un patto storico con la Regione Emilia-Romagna, un provvedimento fondamentale che mette al primo posto la tutela dell’ambiente e la qualità del lavoro. Una iniziativa radicale, che parte in un momento critico per il Paese in cui la siccità e i cambiamenti climatici stanno danneggiando tutto il territorio:

Grazie a questa scelta fermiamo 60 ettari di cemento previsti nel settore della logistica. Parliamo di una superficie pari a 120 campi da calcio. Proseguiremo nella riduzione per i prossimi 5 anni. Voglio ringraziare la giunta regionale, i sindaci dell’area metropolitana di Bologna, il consiglio metropolitano, il delegato al lavoro Sergio Lo Giudice e il delegato metropolitano Maurizio Fabbri, che ha seguito la delibera. Con questo provvedimento non lasciamo soli i sindaci, non lasciamo sole le comunità.

Riduzione del consumo di suolo a Bologna: cosa accade nel resto d’Italia

Nel suo discorso Lepore fa riferimento anche ai dati ISPRA sul consumo di suolo in Italia, pubblicati proprio nella stessa giornata.

Secondo questi numeri le regioni che hanno visto scomparire più superficie naturale sono la Lombardia (+883 ettari), il Veneto (+684 ettari) e l’Emilia-Romagna (+658). Troviamo poi il Piemonte (+630) e la Puglia (+499). Tra le regioni più virtuose figura invece la Valle d’Aosta con appena 10 ettari consumati, seguita dalla Liguria con meno di 50 ettari coperti. Ancora sotto i 100 ettari consumati troviamo Trentino-Alto AdigeFriuli-Venezia GiuliaMoliseBasilicata e Calabria. Ha concluso Lepore:

Ogni anno in Italia si cementificano 19 ettari al giorno. L’Emilia-Romagna è al terzo posto in assoluto e prima nel settore della logistica. Con questo provvedimento non diciamo di no a questo settore, ma diamo priorità alla tutela dell’ambiente e alla qualità del lavoro