Rifiuti tessili

Rifiuti: bloccato smaltimento illegale tra Prato e Firenze

La polizia municipale interviene su uno smaltimento illecito di rifiuti tra Prato e Firenze. Era diventata ormai la prassi per due cittadini cinesi dipendenti di una ditta tessile, gettare nei cassonetti stradali in zona Piagge, col favore della notte, scarti di lavorazione. La dinamica era precisa: con i rifiuti veniva riempito, in giorni stabiliti, un furgone che, dopo essere stato parcheggiato a Firenze, partiva per essere svuotato tra le 3 e le 5 del mattino.

Gli appostamenti degli agenti hanno prodotto materiale fotografico e video. Grazie a questi si è arrivati all’arresto dei due operai dell’azienda, colti in flagranza di reato mentre caricavano gli scarti (stimati in circa 17,7 quintali). Sequestrati tutti i sacchi rinvenuti e anche l’area di stoccaggio davanti al magazzino di pertinenza della fabbrica. La procura di Prato ha convalidato il sequestro.

Rifiuti, cosa provoca lo smaltimento illegale di rifiuti

Le industrie del tessile, se gestite in modo illecito, possono scaricare nelle falde acquifere e inquinarle. Inoltre possono immettere nell’aria sostanze velenose e non ultimo abbandonare i rifiuti solidi. Si stima che la produzione di questo settore sia responsabile del 20% dell’inquinamento dell’acqua potabile. Questo a causa dei vari processi a cui i prodotti vanno incontro (finitura e tintura), e che il lavaggio di capi sintetici immetta in mare 0,5 milioni di tonnellate di microfibre ogni anno.

I rifiuti pericolosi per l’ambiente, e anche quelli che potrebbero essere riconvertiti e tornare a nuova vita, vanno trattati in apposite isole ecologiche o impianti. Questo secondo regole e requisiti di sicurezza rigidi, ma la burocrazia e i costi per lo smaltimento corretto portano alcune aziende agli abbandoni illeciti.

La tracciabilità, cioè il controllo digitale di tutta la filiera di produzione, potrebbe evitare la scomparsa degli scarti di lavorazione. La Corte dei Conti ha evidenziato che migliorare le tecnologie e la capacità di riuso creerebbe un nuovo mercato e meno azioni illegali (in Italia le pene sono rare e le sanzioni modeste).