Rifiuti in mare

Rifiuti in mare, recuperati 2 tonnellate di rifiuti grazie al progetto Mo.Ri.net

Il mare, in un anno e mezzo, ha restituito 2 tonnellate di rifiuti ai Ricercatori ISPRA, impegnati in prima fila nel progetto Mo.Ri.Net “Monitoraggio, censimento, raccolta e avvio al riciclo delle reti fantasma”, frutto di un partenariato composto da ISPRA, PolieCo, Università degli Studi di Siena, AMP Isola dell’Asinara e AMP Capo Carbonara. Recuperate in due aere pilota: Area Marina Protetta del Parco dell’Asinara e nel Golfo dell’Asinara e Area Marina Protetta di Capo Carbonara in Sardegna soprattutto reti a strascico, attrezzi da pesca persi o abbandonati, lenze, tramagli, nasse, bottiglie di vetro e plastica, lattine e sacchetti. Obiettivo anche il riutilizzo dei rifiuti in un’ottica di economia circolare.

Rifiuti in mare, le fasi del progetto

Il progetto ha permesso anche il censimento della fauna presente, degli habitat, delle  zone di pregio e di rilevanza conservazionistica. Contemporaneamente, attraverso l’impiego di Multibeam e ROV (Remotely Operated Vehicle) sono stati determinati numero, tipologia e densità dei rifiuti marini per una prima valutazione dell’impatto di questi sulle comunità presenti.

I risultati sono stati chiari: i rifiuti e gli attrezzi da pesca abbandonati interagiscano negativamente con l’ambiente marino. I danni sono riconducibili all’entanglement, ovvero al ricoprimento, abrasione e/o completa copertura degli organismi. Le reti e le lenze continuando ad esercitare la loro funzione di pesca anche se ormai persi, possono sradicare organismi come gorgonie e coralli, muovendosi sul fondo trascinate dalle correnti, oppure possono diventare una trappola per organismi come pesci e crostacei, che inesorabilmente incontrano la loro distruzione.

Sono stati, inoltre, effettuati campionamenti delle microplastiche e il prelievo di biopsie sui cetacei.

I dati sul recupero in Sardegna

Al progetto hanno preso parte i Carabinieri Subacquei di Cagliari, e i pescatori della zona che hanno fornito supporto logistico e preso a bordo dei pescherecci i rifiuti rimasti impigliati nelle reti durante la loro attività di pesca (attività nota come fishing for litter). I subacquei hanno disincagliato in mare le reti perse, portate poi in superficie tramite palloni di sollevamento e salpate dalle barche.

Nel Golfo dell’Asinara trovati mediamente 97 oggetti/km2, con un massimo di 732 oggetti/km2, ma in alcune cale (per la precisione 4 su 37) nessun rifiuto rilevato. Il valore risulta basso se confrontato con altre aree italiane del Mediterraneo.

Link allo spot: https://youtu.be/q5j2R8bWWes

 

Link al documentario: https://youtu.be/mdJtkQ6xczM