Rifiuti pericolosi

Rifiuti pericolosi in aumento, obiettivo il riciclo e la lotta agli illeciti

Aumentano nell’Unione Europea i rifiuti pericolosi, tra gli obiettivi urgenti, secondo la Corte dei Conti, la riduzione dello scarto, una classificazione più puntuale, la tracciabilità e la lotta agli illeciti.

Cosa sono esattamente i rifiuti che recano danno alla nostra salute e al nostro habitat? La normativa dell’UE definisce pericolosi quelli con caratteristiche esplosive, irritanti o tossiche.

Rifiuti pericolosi, urgenti le azioni per ridurli

L’azione principale dovrebbe essere ridurre la produzione dei rifiuti, responsabili sia le aziende sia i consumatori che con puntuali campagne di comunicazione dovrebbero essere sempre aggiornati sul corretto smaltimento.

I rifiuti pericolosi vanno trattati in appositi impianti, conformemente a regole e requisiti di sicurezza rigidi ma la burocrazia e i costi per lo smaltimento corretto portano alcune aziende agli abbandoni illeciti. Ecco che la tracciabilità, cioè il controllo digitale di tutta la filiera di produzione, potrebbe evitare la scomparsa degli scarti pericolosi di lavorazione. Difficile fino ad oggi il riciclo proprio per le caratteristiche nocive del rifiuto; la Corte dei Conti evidenzia però che migliorare le tecnologie e la capacità di riuso creerebbe un nuovo mercato e meno azioni illegali (in Italia le pene sono rare e le sanzioni modeste).

La produzione di rifiuti pericolosi aumenta e l’UE non può non affrontare la questione – ha dichiarato Eva Lindström, il Membro della Corte dei conti europea responsabile dell’analisi – I metodi da preferire per occuparsi dei rifiuti pericolosi sono il riciclo e il recupero di energia. Si dovrebbe ricorrere allo smaltimento solo come estrema risorsa. Ciononostante, oltre il 50 % del totale dei rifiuti pericolosi dell’UE viene ancora smaltito. In questa analisi, abbiamo mostrato che prevenzione e trattamento dei rifiuti pericolosi sono tuttora difficoltosi, ma presentano anche delle opportunità.

Numerose le procedure di infrazione degli Stati membri

Alcuni Stati continuano e non recepire le regole della UE e la Commissione ha avviato numerose procedure di infrazione. Nel periodo 2014-2020 sono stati messi in bilancio 4,3 miliardi di euro per il trattamento generico dei rifiuti (quindi non specificatamente per quelli classificati come pericolosi); i fondi sono stati erogati principalmente tramite Orizzonte 2020 per ricerca e sviluppo di capacità.

A integrazione del bilancio UE, sia il dispositivo per la ripresa e la resilienza, sia la Banca europea per gli investimenti hanno generato finanziamenti per la gestione dei rifiuti. Dall’adozione del regolamento sulla tassonomia nel 2020, l’UE ha smesso di finanziare l’incenerimento dei rifiuti pericolosi e il conferimento in discarica, attività ritenute non sostenibili, promuovendo il riciclo.

Chi inquina di più

Il comparto metallurgico, l’edilizia e il settore estrattivo sono responsabili complessivamente di oltre il 75 % dei rifiuti pericolosi prodotti nell’UE ma stupirà sapere che anche i singoli cittadini sono la causa dello smaltimento scorretto degli scarti casalinghi: farmaci, batterie usate, prodotti per la pulizia e RAEE vengono, spesso e ancora, conferiti nell’indifferenziato e non negli appositi contenitori su strada o presso le isole ecologiche.