Dopo il covid e la ripresa dei settori industriali, artigianali e dei servizi, ISPRA segnala un aumento del 12,2% dei rifiuti speciali. Circa 18 milioni di tonnellate generate in più dopo il blocco di molte attività economiche durante la pandemia; ai primi posti per produzione la Lombardia (37,4 milioni di tonnellate), il Veneto (18 milioni) e l’Emilia Romagna (14,6 milioni), al centro la maggiore produzione è nel Lazio (10,2) e al Sud in Puglia (11,4).
Da dove arrivano i rifiuti speciali? Quasi la metà (47,7%) proviene dalle attività di costruzione e demolizione (78,7 milioni di tonnellate) ma è interessante la percentuale di riciclo (80,1%) che supera l’obiettivo del 70% fissato dalla normativa al 2020. Il recupero riguarda prevalentemente la produzione di rilevati e sottofondi stradali.
Dal Rapporto ISPRA 2023, alla sua ventiduesima edizione, si evince che sono ancora tante le criticità per il trattamento di alcune categorie di rifiuto come:
- amianto;
- veicoli fuori uso;
- pneumatici fuori uso;
- fanghi di depurazione delle acque reflue urbane;
- rifiuti sanitari.
Rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi
Il Rapporto, predisposto dal Centro Nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare in collaborazione con le Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente, esamina oltre 60 indicatori elaborati a livello nazionale, di macroarea geografica e regionale, nonché per attività economica e per tipologia di rifiuto.
I rifiuti non pericolosi, che rappresentano il 93,5% del totale dei rifiuti prodotti, aumentano di 17,1 milioni di tonnellate (+12,5%), quelli pericolosi di circa 820 mila tonnellate (+8,3%). Il 24,2% dei rifiuti non pericolosi prodotti, pari a 39,9 milioni di tonnellate, deriva dalle attività di gestione dei rifiuti e di risanamento ambientale, con un incremento del 6,1% (+2,3 milioni di tonnellate). Questo aumento è dovuto, principalmente, ai rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, la cui produzione mostra un generale riallineamento ai dati del 2019. La crescita della produzione di rifiuti dal settore dei presidi ambientali è un indicatore di un’attenzione crescente del sistema industriale al contenimento degli impatti ambientali.
La gestione dei rifiuti speciali
Gli impianti di gestione dei rifiuti speciali operativi sono 10.763 di cui 5.928 sono situati al Nord, 1.899 al Centro e 2.936 al Sud. In Lombardia sono localizzate 2.153 infrastrutture, il 20% del totale degli impianti presenti sul territorio nazionale. Gli impianti dedicati al recupero di materia sono 4.601 (42,7% del totale). Gli impianti che effettuano il coincenerimento dei rifiuti sono 300, mentre quelli di incenerimento sono 74 e le discariche operative 270 (119 per rifiuti inerti, 140 per rifiuti non pericolosi e 11 per rifiuti pericolosi).
Import ed export
Importiamo circa 7,4 milioni di tonnellate di rifiuti ed esportiamo 3,9 milioni di tonnellate. Il 98,7% dei rifiuti importati (circa 7,3 milioni di tonnellate) è costituito da rifiuti non pericolosi e il restante 1,3% (98 mila tonnellate) da rifiuti pericolosi. In particolare:
- rottami metallici provenienti dalla Germania (1,9 milioni di tonnellate) e dalla Francia (399 mila tonnellate di rifiuti);
- terre e rocce dalla Svizzera (432 mila tonnellate) destinate per la quasi totalità in Lombardia per attività di recupero ambientale.
Il 67% (2,6 milioni di tonnellate) dei rifiuti esportati è costituito da rifiuti non pericolosi ed il restante 33% (circa 1,3 milioni di tonnellate) da rifiuti pericolosi. Esportiamo prevalentemente in Germania (831 mila tonnellate di cui 582 mila tonnellate pericolosi), rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti (270 mila tonnellate) e dalle attività di costruzione e demolizione (266 mila tonnellate).





