Il patrimonio immobiliare italiano nasconde un potenziale economico inespresso: circa 10 milioni di appartamenti vuoti, pari a quasi il 30% del totale nazionale. Secondo un’analisi condotta da Enea e MCE Lab, la riqualificazione energetica di questi spazi non è solo una necessità ambientale, ma un investimento ad altissimo rendimento.
L’indagine evidenzia che un intervento mirato può incrementare il valore di mercato fino al 45%. Questo aumento di valore si riflette positivamente anche sulla redditività degli immobili, migliorando i canoni di locazione sia per il mercato residenziale che per quello turistico. I vantaggi per i futuri inquilini e proprietari includono:
- riduzione dei costi: bollette energetiche drasticamente più basse;
- comfort abitativo: una migliore gestione termica e acustica degli spazi;
- efficienza tecnologica: installazione di sistemi di climatizzazione di ultima generazione.
Lo studio propone una panoramica dettagliata sulle azioni necessarie per rimettere sul mercato questi immobili, analizzando costi tecnici e opportunità di rendimento per trasformare quello che oggi è un costo in una risorsa per il sistema paese.
La maggior parte di questi immobili è stata costruita prima del 1980 e necessita di adeguamenti energetici e normativi per diventare appetibile su un mercato sempre più orientato verso case green e smart – sottolinea Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano – Nonostante i miglioramenti registrati tra il 2018 e il 2023, con un aumento degli edifici in classe A dal 7,8% all’11,3%, circa il 70% del parco immobiliare italiano rimane nelle tre peggiori classi energetiche”, aggiunge Calabrese – Su questo fronte, gli incentivi fiscali – Ecobonus, Bonus Casa e Conto Termico 3.0 – possono fare la differenza, coprendo fino al 50% dei costi di coibentazione, infissi, pompe di calore e fotovoltaico. E a loro volta, questi interventi permettono di recuperare l’investimento sostenuto grazie a risparmi in bolletta che possono superare il 50%.
Riqualificazione energetica: i principali interventi
I ricercatori e le ricercatrici hanno esaminato i principali interventi di efficientamento energetico per gli edifici residenziali e stimato i relativi investimenti, utilizzando i dati sull’Ecobonus inviati all’ENEA, Vediamoli:
- impianti termici a gas con pompe di calore: costi variabili in base a potenza e tecnologia scelta. Fino a 10 kW: 950 euro/kW. Tra 10 e 35 kW: 1.300 euro/kW. Per un appartamento di 150 m2 siamo tra 10 e 12 mila euro;
- isolamento termico parete: costo medio 200 euro/m². Varia in base alla tipologia di materiale e alle tecnologie impiegate (ad esempio, i pannelli isolanti in lana di roccia o di vetro possono costare di più di quelli in polistirene espanso);
- isolamento termico di componenti superiori opachi disperdenti, come coperture e soffitti: costo medio 170 euro/m²;
- pannelli fotovoltaici per energia elettrica: costo medio 2.300 euro/kWp. Per un impianto da 3 kWp, sono necessari circa 18 m2 di superficie. Può essere abbinato a un accumulo elettrico, con un costo indicativo di 950 €/kWh;
- pannelli solari termici per acqua calda sanitaria: costo medio 1.600 euro/m2. Per una famiglia di quattro persone, sono necessari circa 4 m2 di superficie;
- sostituzione infissi: costo medio 900 euro/m². Varia a seconda del materiale (PVC, legno, alluminio o legno-alluminio) e della tipologia di finestre e vetri;
- schermature solari: costo medio 280 euro/m². Contribuiscono a contenere i fabbisogni elettrici per la climatizzazione estiva;
- building automation (domotica): costo medio 70 euro/m². Sistemi di gestione intelligente degli impianti, che garantiscono maggiore comfort e risparmio energetico.





