RiTessiAMO

Moda circolare a Torino: RiTessiAMO tra i vincitori del bando sul riciclo

RiTessiAMO è tra i vincitori del bando della Città di Torino “Cultura e Imprenditorialità incardinate nell’Economia Circolare e nel Tessuto Urbano”, nell’ambito del PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027. A ideare il progetto tre realtà del territorio con una lunga esperienza nella moda circolare: la startup innovativa a vocazione sociale Atelier Riforma (come capofila), l’ente no-profit ODV Società di San Vincenzo De Paoli, con il suo emporio solidale ABITO, e l’azienda DBT Fibre, nella sua specifica divisione dedicata al riciclo, Closeoop.

Si tratta di un progetto realmente pionieristico: non risultano esperienze analoghe in cui un ente no-profit dedito alla raccolta solidale di abiti disponga di tecnologie avanzate (come un lettore a spettroscopia NIR per l’identificazione delle fibre e una tecnologia di Intelligenza Artificiale per la digitalizzazione e messa in vendita automatica dei capi su un marketplace) unite a uno staff con volontari formati per preparare al riciclo fiber-to-fiber i tessili non idonei al riutilizzo. Una simile dotazione è stata finora prerogativa di grandi operatori industriali – sostiene Elisa Valenti, coordinatrice di Abito.

Sebbene il riutilizzo rimanga il canale principale per valorizzare gli abiti usati raccolti la diffusione del fast fashion ne sta compromettendo la qualità complessiva. Sempre più capi risultano inutilizzabili e, anziché essere reimmessi sul mercato, vengono destinati all’incenerimento, allo smaltimento o a processi di riciclo a basso valore per produrre stracci e materiali da imbottitura.

Il riciclo fiber-to-fiber, che permette di rigenerare nuove fibre a partire dai rifiuti tessili è ancora poco diffuso, soprattutto sui tessili post-consumo, perché richiede materiali accuratamente selezionati per composizione e colore e la rimozione di elementi come bottoni e zip. Per questo motivo, oggi meno dell’1% dei tessili viene effettivamente riciclato in nuove fibre – commenta Federico De Martini, CEO di DBT Fibre.

La transizione verde del tessile: accorciare la filiera per ridurre l’impatto

La natura complessa e prevalentemente manuale della cernita dei tessili spinge spesso queste lavorazioni all’estero compromettendo l’efficienza economica e la sostenibilità della filiera. Per invertire questa tendenza, l’Unione Europea sta promuovendo modelli di raccolta, selezione e riciclo locali e circolari con l’obiettivo di:

  • azzerare gli sprechi lungo la catena del valore:
  • ottimizzare i costi operativi e logistici;
  • ridurre drasticamente l’impatto ambientale complessivo.

Valorizzando competenze territoriali, il modello circolare di RiTessiAMO sarà quasi a km 0 (raccolta, cernita, disassemblaggio, riciclo e filatura entro 80 km): in una filiera altamente globalizzata (e opaca) come quella del tessile post-consumo, questo è un obiettivo ambiziosissimo, che costruisce per Torino e il Piemonte un caso di best practice internazionale – ha detto Elena Ferrero, CEO di Atelier Riforma.

I punti chiave del progetto RiTessiAMO

Il progetto di economia circolare nato per ridurre gli sprechi della moda e attivare l’ecosistema locale di Torino punta su tre azioni chiave:

  • riciclo innovativo: l’associazione no-profit Abito seleziona i capi non donabili; grazie alle tecnologie di Atelier Riforma i materiali si suddividono per fibra e colore per poi essere trasformati in nuove fibre commercializzabili da DBT Fibre a Biella;
  • recupero e upcycling locale: un servizio gratuito raccoglie i tessili dismessi da aziende ed enti del territorio, destinandoli poi ad una rete di artigiani locali e alla sartoria sociale di Abito, che sarà potenziata con corsi e riparazioni aperte alla cittadinanza;
  • cultura del consumo responsabile: il progetto promuove la sensibilizzazione nelle scuole e offre workshop gratuiti di eco-design e consulenze per professionisti e studenti del settore moda.