Nella Zona a traffico limitato del Centro storico di Roma si procederà a 30 km orari dal 15 gennaio. La regolamentazione si attiverà una volta completata l’installazione dei cartelli di segnalazione ai varchi che renderanno operativo il nuovo limite di velocità.
Il provvedimento rientra nel più ampio piano di riorganizzazione della mobilità urbana e ha l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale, ridurre l’incidentalità e rendere il centro più vivibile per pedoni, ciclisti e residenti. La Ztl interessata comprende alcune delle arterie più frequentate e simboliche della città, dove il traffico veicolare continuerà a essere consentito solo agli aventi diritto, ma a velocità sensibilmente ridotta.
Tutte le caratteristiche della città 30
A chiarire la portata della misura è stato l’assessore alla Mobilità Eugenio Patané, intervenuto in un’intervista al Corriere della Sera. Patané ha spiegato che il limite dei 30 chilometri orari sarà rigido e uniforme, e non potrà essere superato nemmeno nelle strade più ampie, come corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello e il Traforo. Vie che, per conformazione e larghezza, potrebbero indurre a una guida più veloce, ma che rientreranno a pieno titolo nella nuova disciplina.
Secondo l’assessore, la scelta è coerente con le politiche già adottate da molte grandi città europee, dove le zone 30 sono diventate uno strumento centrale per coniugare mobilità, sicurezza e tutela del patrimonio urbano:
Ridurre la velocità – è il principio ribadito – significa diminuire drasticamente il rischio e la gravità degli incidenti, oltre a favorire una migliore convivenza tra i diversi utenti della strada.
Nei giorni precedenti al 15 gennaio proseguiranno quindi gli interventi di segnaletica verticale, fondamentali per rendere chiaro e riconoscibile il nuovo assetto viario. Successivamente, la misura entrerà a regime e sarà soggetta ai normali controlli, con sanzioni previste per chi non rispetterà i limiti.
Con l’introduzione dei 30 chilometri orari nella Ztl del centro, l’amministrazione punta a un cambio di passo culturale: meno velocità, più sicurezza e maggiore qualità dello spazio urbano, in una delle aree più delicate e frequentate della capitale.





