A tre anni dal suo debutto, il progetto “Ruote ferme, pedoni salvi” riceve la riconferma ufficiale. Il Comune di Bologna ha infatti rinnovato il protocollo d’intesa con l’Afvs – Associazione familiari e vittime della strada, consolidando un’iniziativa che è ormai un punto di riferimento nazionale per la sicurezza stradale e la protezione degli utenti più vulnerabili.
L’obiettivo è chiaro: integrare la prevenzione stradale con percorsi di rieducazione, inserendo il progetto in una visione di mobilità urbana che include già misure come le Zone 30. I dati raccolti tra gennaio 2023 e gennaio 2026 testimoniano l’efficacia dell’intervento sul territorio:
- 132 assistenti pedonali impiegati complessivamente;
- oltre 30.000 ore di presidio garantite sugli attraversamenti pedonali;
- focus sulle aree critiche: massima attenzione rivolta ai pressi delle scuole e ai punti più complessi della viabilità cittadina.
Attualmente sono 19 gli operatori in servizio, con l’obiettivo di integrare nuove risorse a breve per tornare ai picchi di 50 persone operative.
Dalla sanzione al servizio: il valore della rieducazione per la sicurezza stradale
Il cuore pulsante del progetto risiede nella provenienza degli assistenti. Si tratta di cittadini inseriti in percorsi di esecuzione penale esterna (messa alla prova o lavori di pubblica utilità), spesso a seguito di reati legati alla guida dopo assunzione di sostanze o in stato di ebbrezza.
Formati direttamente dalla polizia locale, questi operatori trasformano un debito verso la giustizia in un servizio concreto. Questo percorso di responsabilizzazione permette loro di confrontarsi direttamente con la sicurezza stradale, proteggendo proprio quei pedoni che la condotta pericolosa avrebbe potuto minacciare. Oltre alla sicurezza tecnica, “Ruote ferme, pedoni salvi” ha generato un inaspettato valore sociale:
- gli assistenti sono diventati figure di riferimento nei quartieri, aiutando residenti e turisti;
- i cittadini hanno risposto con gratitudine, offrendo in alcuni casi supporto volontario agli operatori;
- la loro presenza costante contribuisce a una migliore gestione degli spazi comuni.
Sostenibilità a costo zero
Un aspetto fondamentale per l’amministrazione è la sostenibilità economica. Il progetto non grava sulle casse comunali: i costi sono interamente coperti dal fondo vittime della strada. Questo fondo è alimentato direttamente dall’associazione tramite donazioni e contributi derivanti dai percorsi di riparazione del reato, creando un circolo virtuoso che autofinanzia la sicurezza della comunità.





