La nuova edizione del Salone della CSR e dell’innovazione sociale 2023, in programma dal 4 al 6 ottobre, si terrà presso l’Università Bocconi a Milano.
Saranno 115 gli eventi e più di 500 i relatori che parteciperanno a questo undicesimo appuntamento. Un’occasione importante per parlare di sostenibilità, fra networking e approfondimenti.
Il Salone è promosso da Università Bocconi, Sustainability Makers, Unioncamere, Global Compact Network Italia, ASviS, Fondazione Sodalitas, Koinètica.
Intervista a Rossella Sobrero, Presidente Koinètica
Abbiamo voluto intervistare Rossella Sobrero tra le prime realtà in Italia a occuparsi di responsabilità sociale d’impresa, e organizzatrice dell’evento.
Il Salone della CSR è ormai un appuntamento sempre più atteso e frequentato. Quanto è importante fare rete e attivare collaborazioni tra pubblico e privato?
Il Salone è un’occasione importante per chi crede che la sostenibilità deve essere un percorso condiviso: solo la collaborazione tra i diversi attori sociali può portare nuove idee e soluzioni utili per le persone e per il pianeta. In generale mi sembra di poter dire che sta crescendo la consapevolezza che per affrontare problemi complessi sarà sempre più importante adottare un approccio multistakeholder e multidisciplinare mettendo insieme le competenze e le risorse di tutti.
Questa edizione ha come titolo “Abitare il cambiamento”: quali sono le difficoltà maggiori che frenano la transizione ecologica?
In questa edizione abbiamo deciso di sottolineare che il cambiamento è necessario ma non è sempre facile: per questo ci sarà spazio per raccontare i ritorni positivi dell’agire responsabile ma anche le difficoltà incontrate. Il Salone quest’anno sarà quindi l’occasione non solo per conoscere esperienze di successo ma anche per assistere a un confronto tra diversi attori che stanno sperimentando modalità innovative di trasformazione del proprio comportamento.
L’Europa impone regole sempre più stringenti: il sistema produttivo italiano è pronto?
Purtroppo non tutti le imprese sono pronte e chi non si è preparato per tempo sarà in difficoltà. Il rischio è che cresca il greenwashing, una preoccupazione per tutti perché aumenterà la diffidenza anche nei confronti delle imprese che invece hanno fatto della sostenibilità un driver strategico.
Società benefit e ruolo della comunicazione
Stiamo assistendo alla crescita delle società benefit. Pare essere l’assetto più evolutivo e anche più vicino alle istanze della società civile … lei che ne pensa?
Mi sembra un segnale molto interessante che dimostra come l’impegno sociale e ambientale delle imprese sia diventato anche un fattore competitivo.
In questo contesto, sempre più complesso e competitivo, che ruolo gioca la comunicazione?
In questo scenario in rapida evoluzione sta cambiando anche il modo di comunicare e di raccontare valori, progetti, prodotti, servizi. Ma per essere un asset strategico la comunicazione deve essere gestita in modo professionale: sono evidenti i danni causati da una comunicazione disintermediata che aumenta il rumore di fondo e che rende difficile far comprendere il messaggio e la call to action, cioè cosa si chiede di fare. Naturalmente non bisogna dimenticare che la comunicazione deve giocare la carta dell’empatia che aiuta l’organizzazione ad entrare in relazione o rafforzare il rapporto con i suoi pubblici.
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