#sanremo2021: su YouTube Comieco lancia la playlist “Music for the environment”

Ci siamo, domani martedì 2 marzo, nonostante la pandemia, nonostante le polemiche, nonostante l’assenza del pubblico in sala parte la 71° edizione del Festival di Sanremo. E allora Comieco – Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica lancia sul proprio canale YouTube “Music for the environment”, una playlist composta da brani che hanno trattato la tematica ambientale o almeno hanno accennato alla natura.

Una scelta assolutamente trasversale, nel tempo e nello spazio, di pezzi che hanno lasciato un segno all’Ariston e che spaziano da Natalino Otto (1955) che racconta di un cavallo che trotta e di una primavera che porterà le fedi nuziali all’evergreen (è il caso di dirlo davvero stavolta) di Celentano Il ragazzo della Via Gluck il cui testo risuona nella mente di ognuno di noi, da Dalida e Luigi Tenco che nel 1967 citavano i temi bucolici in un mix di amore e solitudine “La solita strada, bianca come il sale, il grano da crescere, i campi da arare” e non è da meno Don Backy che si strugge ne L’Immensità scrivendo “Per ogni goccia che cadrà un nuovo fiore nascerà e su quel fiore una farfalla volerà”; un grande classico L’Arca di Noè in cui Sergio Endrigo cita il cane, il gatto, io e te ma affronta anche temi legati all’inquinamento “kerosene, cavalli di latta e città perdute”; e Marcella Bella? Indimenticabile “il coniglio dal musico nero” e “la città che aveva mille sguardi ma io sognavo montagne verdi” in un flash-back di momenti felici tra amore e campagna.

Meno popolare Giampiero Artegiani che nel 1986 sul palco del Festival più famoso del globo cantava “sbocciarano papaveri rossi e le rondini sfioravano il grano” e aggiunge “E volai su oceani limpidi e cercai foreste vergini per lei”.
Albano e Romina Power ci chiedevano “Come va, come va?” Mafia, droga, gente che sta male ma soprattutto l’undicesimo comandamento “Non inquinare” perché il “buco nell’ozono fa rumore, cara terra mia ti stan spaccando il cuore”. Toto Cutugno invece vuole tornare in campagna, zappare la terra e fare legna ma purtroppo vive in città dove non si può respirare più.

La splendida voce di Elisa associa amore, dolore, terra, stella nel 2001 “Siamo nella stessa lacrima, come un sole e una stella. Luce che cade dagli occhi sui tramonti della mia terra” mentre la cantante albanese Elsa Lila parla de Il senso della vita “Solo una frase due righe appena, ma il suo mistero già m’incatena nella natura non c’è progresso, il tempo passa ma è sempre adesso”.
Rocco Hunt ci fa ballare col groove ma ci induce a riflettere su temi assai gravi e irrisolti “La strage dei rifiuti, l’aumento dei tumori, siamo la terra del sole, non la terra dei fuochi” e parla della violenza in alcuni quartieri difficili “Sei lo stesso mio fratello, fate l’amore, invece di impugnare quel coltello, la violenza è stata sempre il metodo di chi non ha cervello”.

Immenso come sempre Simone Cristicchi che in “Abbi cura di me” intraprende un viaggio nel nostro mondo interiore e attraverso la natura fra montagne e mare “È una manciata di semi che lasci alle spalle, come crisalidi che diventeranno farfalle, ognuno combatte la propria battaglia, tu arrenditi a tutto, non giudicare chi sbaglia, perdona chi ti ha ferito, abbraccialo adesso perché l’impresa più grande è perdonare sè stesso”.

Tra le novità il rapper Rancore che con Eden, lo scorso anno, ha cantato il dolore di un mondo che non ha saputo salvarsi; tocca i grandi drammi internazionali e la politica estera “L’11 settembre ti ho riconosciuto, tu quando dici, grande mela è un codice muto tu vuoi nemici, sempre, se la strega è in Iraq, Biancaneve è con i sette nani e dorme in Siria”; Gabriella Martinelli con la sua Il gigante d’acciaio affronta il dramma ambientale dell’Ilva di Taranto e di coloro che perdono la vita ma non hanno alternative “Spesso mi dicono vattene da qui ma signori io ho famiglia e davanti un muro, sulle spalle un mutuo son già marcio dentro ormai fa lo stesso non lo disco spesso ti confesso non ho più un futuro”.

Ecco i titoli:

1. Canto nella valle – Natalino Otto & Trio Aurora & Bruno Pallesi & Radio Boys, 1955
2. Il Ragazzo della via Gluck – Adriano Celentano, 1966
3. Ciao amore, ciao – Luigi Tenco, 1967
4. L’immensità – Don Backy, 1967
5. L’arca di Noè – Sergio Endrigo, Iva Zanicchi, 1970
6. Montagne verdi – Marcella Bella, 1972
7. E le rondini sfioravano il grano – Giampiero Artegiani, 1986
8. Cara terra Mia – Albano e Romina Power, 1989
9. Voglio andare a vivere in campagna- Toto Cotugno, 1995
10. Luce – Elisa, 2001
11. Il senso della vita – Elsa Lila, 2007
12. Nu juorno buono – Rocco Hunt, 2014
13. Abbi cura di me – Simone Cristicchi, 2019
14. Eden – Rancore, 2020
15. Il gigante d’acciaio – Gabriella Martinelli, 2020

Vecchio cartone

Un brano inedito è stato composto appositamente per Comieco da Elio e Le Storie Tese. La raccolta differenziata di carta e cartone cambia musica grazie alle regole elencate attraverso il consueto linguaggio ironico del gruppo “Getta la carta nella carta ma scarta la carta che non va nella carta. Getta il cartone nel bidone e già che sei in ballo elimina la plastica dal collo perché il cartone non è bello se non è riciclarello”.

Carlo Montalbetti, Direttore Generale di Comieco ha commentato “9 italiani su 10 si impegnano quotidianamente nel differenziare la carta e il cartone dagli altri rifiuti e i risultati di questo impegno sono in costante crescita: nel 2019, ogni cittadino ha raccolto in media oltre 57 kg di materiale cellulosico arrivando complessivamente a 3.5 milioni di tonnellate. Ma sotto questo innegabile virtuosismo quantitativo si nascondono ancora molte incertezze sulle regole per fare correttamente la raccolta differenziata limitando al minimo gli errori di conferimento. Per fare chiarezza abbiamo voluto anche noi giocarci la carta della musica e da qui nasce “Vecchio Cartone”, la nostra risposta musicale ai dubbi degli italiani in tema di riciclo di carta e cartone.”

E se avete una proposta musicale sfuggita alla nutrita lista creata da Comieco potete mandare una mail a comunicazione@comieco.org.

di Marzia Fiordaliso