Sappiamo tutto dei materiali utilizzati per la produzione di abbigliamento e accessori?

I tessuti sono ottimi esempi di come, spesso, soddisfatti dell’etichetta che ci assicura di aver comprato un capo di cotone o altra fibra 100% subiamo un inganno rendendoci complici di fabbriche per nulla etiche. Gli indumenti prodotti con filati artificiali o avvelenati dai pesticidi, trattengono il calore e non permettono alla pelle di respirare creando le condizioni per l’insorgenza di eczemi e dermatiti, soprattutto nei bambini e negli anziani. Altri causano sofferenza o morte negli animali; aboliamo piumini, piumoni e cuscini prodotti con piume d’oca.

Cotone
Il cotone è la fibra tessile maggiormente prodotta sul pianeta e soddisfa il 47% del fabbisogno mondiale di fibre. Solo il 2,4% dei terreni agricoli sono deputati alla sua coltivazione, per la quale però viene utilizzato il 25% di tutti gli insetticidi chimici consumati nel mondo che impoveriscono i terreni, inquinano le falde acquifere, riducono la biodiversità e danneggiano la salute dei coltivatori. Una volta trasformato in fibra e tessuto, il cotone viene sbiancato, lavato con detergenti, colorato (molti coloranti contengono metalli pesanti), brillantato e, per essere ben presentato al consumatore, trattato con sostanze come formaldeide, ammoniaca e resine plastiche.

Canapa
La sua coltivazione non richiede l’utilizzo di pesticidi e altri prodotti chimici perché è naturalmente resistente agli insetti, ai funghi e ad altri parassiti. Non impoverisce il terreno e può essere coltivata sullo stesso terreno per anni. Le coltivazioni di cereali, fatte su un campo dove prima è stata coltivata canapa da fibra, che distrugge le erbacce e migliora la fertilità del terreno, aumentano il loro rendimento dal 15 fino al 25%.

Fibre chimiche e sintetiche
La sostanza da cui si producono le fibre chimiche semisintetiche è la cellulosa, ottenuta chimicamente dal legno o dagli scarti del cotone. La cellulosa viene trasformata in diversi tipi di fibre con l’impiego di sostanze chimiche; la fibra chimica più famosa è la viscosa.
Rientrano fra le fibre sintetiche il poliestere, la poliammide, il poliacrilico. I materiali con cui si realizzano le fibre sintetiche sono il petrolio ed il carbone. Attenzione ai capi sintetici, che oltre ad assorbire le cariche elettrostatiche, in estate permettono ai raggi ultravioletti di penetrare sulla pelle.

Lana
La lana è il migliore isolante termico naturale, fa traspirare la pelle, resiste all’usura, è impermeabile all’acqua per la presenza di lanolina. Quando però è trasportata su lunghi tragitti, spesso è trattata con sostanze antitarmiche. Se è etichettata come “resistente in lavatrice” significa che è stata trattata con resina acrilica. Secondo la normativa vigente i prodotti di lana possono essere definiti di “pura lana vergine” se la lana non è mai stata utilizzata precedentemente in capi di abbigliamento, mentre la dizione “100% pura lana” può riferirsi a lana riciclata.

Lorica
Materiale di recente creazione composto da microfibre più sottili del filo di seta. Questo intreccio trattato con le resine assume un aspetto poroso come la pelle animale e grazie alla sua morbidezza ed elasticità può essere utilizzata nelle produzioni di scarpe e borse. Idrorepellente, mantiene la temperatura dando il massimo comfort anche in presenza di avverse condizioni atmosferiche.

Pelle e pellicce
Le pellicce producono evidenti orrori, anche a danno di animali in via di estinzione o semplicemente di animali domestici come i cani, usati soprattutto in Cina come guarnizioni delle nostre giacche. E perché uccidere anche visoni e cincillà visto che alle nostre latitudini un buon cappotto ci ripara dalle intemperie?
L’attività conciaria delle pelli produce un inquinamento senza pari; la sua produzione è appaltata nei paesi del terzo mondo dove i bacini idrografici sono avvelenati dagli scarti di produzione, i suoli si acidificano e l’impiego di manodopera infantile è all’ordine del giorno.
La pelle animale si trasforma in cuoio attraverso l’uso di sali minerali pericolosi, formaldeide, derivati del catrame di carbone, oli e coloranti a base di cianuro, cromo e altre tossine, irrimediabilmente dannosi per l’ambiente e pericolosi per la salute umana.

Seta
Nell’acquisto dei tessuti di seta bisognerebbe prestare particolare attenzione ad origine, lavorazione e qualità. Problematica è la lavorazione della seta per via dello sfruttamento dei lavoratori e l’utilizzo della chimica.
Va ricordato che questo tessuto con cui produrre modaiole camicette, sfiziose sciarpe o biancheria sexy derivano dalle larve di animali sacrificati per la produzione. Meglio le stoffe in seta selvatica prodotta dai bozzoli dei bachi da seta lavorati solo dopo l’uscita della farfalla.

Tessuti etici: alpaca (non vegano), canapa, ciniglia, cotone biologico, flanella, lana (non vegano), lino biologico, ortica biologica, pile da plastica riciclata, seta selvatica, velluto.

Tessuti NON etici: cotone non biologico, fibre sintetiche, lino non biologico, seta, taffetà (proviene dalla seta).

di Marzia Fiordaliso