Quadro elettrico

Sensore per monitoraggio smart dei consumi: il progetto dell’Università di Bologna

All’interno del progetto europeo Progressus nasce l’idea di un sensore per monitoraggio smart dei consumi. A questa iniziativa lavorano anche l’Università di Bologna, il Consorzio Nazionale Interuniversitario per la nanoelettronica e l’azienda STMicroelectronics.

Si tratta di una bella novità, infatti ha dei tempi di risposta che sono venti volte più veloci dei dispositivi che si trovano attualmente in vendita. Questo sensore potrebbe trovare successo nelle aree delle auto elettrice, delle rinnovabili e in tante altre. Ha dichiarato Aldo Romani, responsabile scientifico locale del progetto:

Una delle sfide per un’elettrificazione basata su reti intelligenti e fonti rinnovabili è la realizzazione di componenti e sistemi elettronici in grado di supportare in modo efficiente trasferimenti di energia e di informazione complessi e che possano essere usati, ad esempio, sui veicoli elettrici e nelle nostre case

Sensore per monitoraggio smart dei consumi: come funziona

Il sensore per monitoraggio smart dei consumi è ad effetto Hall, ossia è capace di misurare correnti elettriche, utilizzando gli effetti magnetici che proprio queste ultime producono. Oltre al settore dell’automotive e a quello delle energie rinnovabili può essere usato anche come sistema di sicurezza. La sua enorme velocità dà modo di rilevare la presenza di correnti eccessive ed evitare così dei problemi gravi ai circuiti elettrici.

Ma non è finita qui. Unendo il sensore con tecniche di machine learning (intelligenza artificiale), c’è modo di dare vita ad un sistema collegato ad un singolo punto d’ingresso di una rete elettrica capace di distinguere i consumi dei vari carichi elettrici. Un esempio di singolo punto di ingresso di una rete elettrica riguarda il quadro principale di una casa. In questa maniera si creano sistemi di monitoraggio energetico economici e facili da utilizzare.

Non solo l’Italia. Oltre a Bologna, questo progetto che guarda al futuro coinvolge in tutto 22 realtà di cinque Paesi che fanno parte dell’Unione Europea.