Torna dal 16 al 22 settembre l’appuntamento annuale con la Settimana Europea della Mobilità, la celebre campagna di sensibilizzazione promossa dalla Commissione Europea per incentivare un cambio di passo nelle abitudini di spostamento all’interno delle nostre città. Per l’edizione 2026, l’iniziativa si presenta con uno slogan forte e quanto mai attuale: “Mobilità per tutti e tutte”.
L’obiettivo dell’anno è porre al centro del dibattito pubblico e delle politiche urbane la necessità di abbattere ogni barriera che ostacoli il diritto a muoversi in modo sostenibile, efficiente e sicuro.
Che cos’è la “povertà dei trasporti” e come affrontarla
Abitare in una città moderna significa spesso dover fare i conti con ostacoli che limitano l’accesso a trasporti pubblici efficienti o a soluzioni d’uso condiviso e a impatto zero. I costi elevati dei servizi, la carenza di collegamenti nelle periferie o la mancanza di infrastrutture adeguate creano una vera e propria condizione di svantaggio sociale, nota come povertà dei trasporti.
Garantire una “Mobilità per tutti e tutte” significa spezzare questa dinamica, assicurando che l’accesso a opzioni di trasporto ecologiche sia democratico e inclusivo, prescindendo da:
- Reddito e condizioni socio-economiche
- Localizzazione geografica e residenza urbana o extraurbana
- Genere
- Abilità e disabilità fisiche o sensoriali
Quando una parte della popolazione trova difficoltà negli spostamenti quotidiani, ad essere compromessi sono diritti fondamentali quali l’accesso al lavoro, ai luoghi dell’istruzione e ai servizi sanitari ed essenziali.
Equità intergenerazionale: un ponte tra bambini, giovani e anziani
L’edizione 2026 della campagna pone un focus imprescindibile sul concetto di equità intergenerazionale. Nel corso della vita, le esigenze di spostamento cambiano radicalmente, ponendo sfide specifiche a ogni fascia d’età:
- Bambini e giovani: necessitano di percorsi protetti casa-scuola, marciapiedi ampi e infrastrutture ciclopedonali sicure per sviluppare l’autonomia negli spostamenti.
- Adulti e lavoratori: chiedono servizi integrati, puntuali ed economicamente sostenibili per conciliare i ritmi di vita e lavoro riducendo l’uso dell’auto privata.
- Anziani: richiedono una mobilità priva di barriere architettoniche, fermate accessibili e mezzi pubblici a misura di cittadino per contrastare l’isolamento sociale.
La Settimana Europea della Mobilità diventa quindi un invito corale a ripensare gli spazi urbani del futuro, progettando sistemi di trasporto capaci di rispondere con efficacia alle necessità di ogni generazione, presente e futura.
Settimana europea della mobilità 2026: come partecipare
La forza della Settimana Europea della Mobilità risiede nella sua capacità di mobilitare e coinvolgere l’intera società civile. Anche quest’anno, l’invito a farsi promotori del cambiamento è aperto a una vasta pluralità di soggetti:
- Autorità locali, comunali e nazionali
- Associazioni, ONG e organizzazioni del terzo settore
- Scuole, università e centri di ricerca
- Aziende pubbliche e private
- Gruppi informali di cittadini e parti sociali
Tutti gli attori interessati sono chiamati a proporre qui eventi, azioni dimostrative, dibattiti, sperimentazioni di pedonalizzazione o campagne informative volte a stimolare una vera transizione culturale verso la mobilità sostenibile.
La costruzione di città più vivibili, pulite e giuste parte da scelte quotidiane condivise: Settimana Europea della Mobilità, l’occasione perfetta per tradurre le idee in azioni concrete per il territorio.






