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Siccità in Lombardia: il WWF chiede il rilascio immediato delle riserve idroelettriche

Gli effetti di anni di mancata prevenzione contro la crisi climatica sono ormai una realtà quotidiana, questa la denuncia del WWF Italia. In Lombardia, la drammatica siccità sta colpendo duramente sia gli ecosistemi sia le attività umane, a partire dal settore agricolo. I principali corpi idrici della regione, come il lago di Como, registrano costantemente minimi storici.

In questo scenario, le recenti deroghe sul deflusso minimo vitale concesse all’agricoltura rischiano di rivelarsi inutili, se non dannose. Con le portate dei fiumi dimezzate rispetto alle medie storiche e le riserve nevose azzerate, prelevare la poca acqua rimasta distruggerà gli habitat fluviali senza portare alcun beneficio reale ai campi.

È il momento della responsabilità per tutti – ricorda il Presidente del WWF Italia, Luciano Di Tizio. – Il rilascio dagli invasi idroelettrici può essere una soluzione per affrontare la situazione nell’immediato, mentre per il futuro si dovrà cambiare totalmente modo di pensare e operare: il contrasto al cambiamento climatico, il superamento della dipendenza dalle fonti fossili, la razionalizzazione dei consumi e l’adozione di politiche e strategie che non aggravino gli effetti della crisi climatica già in atto dovranno essere al centro dell’azione dei governi regionali e nazionali.

Sbloccare gli invasi alpini per combattere la siccità

Per rispondere immediatamente all’emergenza, esiste una soluzione concreta. Secondo l’ultimo Bollettino delle Riserve idriche di ARPA Lombardia, negli invasi idroelettrici alpini sono attualmente trattenuti 524 milioni di metri cubi di acqua.

Il WWF chiede con urgenza che la Regione Lombardia intervenga sui gestori idroelettrici per imporre un rilascio straordinario di acqua, superando le misure finora insufficienti:

  • precedente storico: una misura simile è già stata adottata con successo nel 2022 (sempre su sollecito del WWF), quando vennero rilasciati circa 5 milioni di metri cubi al giorno per tre settimane;
  • la priorità attuale: poiché la crisi odierna è persino peggiore di quella di quattro anni fa, è necessario agire subito e con maggiore decisione, facendo valere il regime di concessione pubblica per tutelare il bene comune.

Un tavolo di lavoro per il futuro

Oltre alla gestione dell’emergenza, il WWF propone ad ARPA, all’Autorità di bacino e alla Regione l’istituzione immediata di un tavolo di lavoro condiviso. L’obiettivo è far dialogare tutti i portatori d’interesse per bilanciare le esigenze produttive con la tutela degli ecosistemi, definendo un modello partecipativo che diventerà indispensabile per ogni futura strategia di adattamento climatico.