Siccità

Siccità, senza pioggia allarme smog e raccolti a rischio, i dati Coldiretti

Non piove o non abbastanza ormai da settimane in tutta la penisola e scatta in alcune zone del centro nord l’allarme smog con le conseguenti limitazioni del traffico. La Coldiretti è preoccupata per la siccità e la semina ormai alle porte, i terreni sono secchi, e l’acqua in questo momento servirebbe più che mai.

Lo scorso anno le precipitazioni sono state scarse per lunghi periodi tanto che l’acqua è stata spesso razionata, anche quella destinata all’irrigazione; un 40% di piogge in meno che ha messo a dura prova il settore agricolo.

Siccità, l’alta pressione fa paura

Il bel tempo e le temperature miti rispetto al gelo delle settimane passate, se da una parte possono essere considerate un piacere ragionando individualmente dall’altra sono una catastrofe per l’inquinamento dell’aria. Le piogge puliscono le città e portano via le polveri sottili.

Le amministrazioni comunali stanno attuando piani per limitare i danni da Torino a Roma, da Bologna a Firenze, da Milano alla Pianura Padana dove il fiume Po è a secco come fosse estate. Non va meglio al Lago di Garda pieno al 35% e al Lago Maggiore pieno per il 38%, malissimo il Lago di Como fermo al 20%. Nemmeno la neve delle Alpi ha portato benefici, scarso il potenziale idrico.

Coldiretti ha stimato che gli agricoltori hanno subito, nel 2022, una perdita pari a 6 miliardi di euro e di questo passo non andrà meglio nelle prossime settimane. Saranno coltivati quasi ottomila ettari di risaie in meno, un dato importante considerando che l’Italia è leader europeo con la metà dei raccolti.

Di fronte al cambiamento climatico è necessario realizzare un piano invasi per contrastare la siccità ed aumentare la raccolta di acqua piovana oggi ferma ad appena l’11% – sostiene il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – insieme ad Anbi e soggetti pubblici e privati abbiamo pronti una serie di interventi immediatamente cantierabili che garantiscono acqua per gli usi civili, per la produzione agricola e per generare energia pulita. Un intervento necessario – continua Prandini – anche per raggiungere l’obiettivo della sovranità alimentare con l’aumento della produzione Made in Italy, la riduzione della dipendenza dall’estero e la fornitura di prodotti alimentari nazionali di alta qualità e al giusto prezzo. L’irrigazione, infatti, può fare la differenza consentendo anche di triplicare le rese in campo.

Verde urbano come lotta alle polveri sottili

I dati di Coldiretti ricordano che anche le piante sono protagoniste nella guerra all’inquinamento; una pianta adulta può imprigionare dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili e un terreno con un ettaro di vegetazione cattura 20mila chili CO2 per anno.

Purtroppo le nostre metropoli scarseggiano in fatto di verde urbano, vuoi per i tagli agli alberi, vuoi per le poche azioni di piantumazione. Grazie al Pnrr e ai 6,6 milioni di euro stanziati si potranno piantare nuovi arbusti, soprattutto nelle zone di collegamento tra la città e la campagna, che svolgeranno importanti funzioni:

  • rafforzare il terreno contro le bombe d’acqua;
  • mitigare le isole di calore in estate;
  • ripulire l’aria inquinata dallo smog.