Carlo Infante

Smart Community – Ipogeo del Pigneto: il pensatoio sulla smart community

Si è chiusa, con più di 600 partecipanti (in presenza e connessi alla web-radio), la terza edizione di SOFTSCIENCE che dal 4 al 9 Aprile ha condotto tantissimi esploratori urbani grazie alla formula del walkabout, a scoprire e a reinterpretare, 17 luoghi di Roma, da Corviale al Mandrione, che riguardano lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 promossa dall’Onu.

Ipogeo del Pigneto: il pensatoio sulla smart community

Dal Museo Diffuso nel VII Municipio con una segnaletica digitale che fa parlare un’antica statua di epoca romana acefala, dedicandola a Lucrezia Romana – stuprata dal figlio di Tarquinio il Superbo da cui prese le mosse la rivolta dei romani contro il re etrusco – che oggi, da Villa Lazzaroni sede del centro Antiviolenza di Roma Capitale si erge a simbolo della violenza subita da tante donne, alla riscoperta dell’ipogeo antico sotto il bar Necci, al Pigneto che da ricovero antiaereo durante la seconda Guerra Mondiale oggi è cantina per affinare vini e pecorini stagionati dove accogliere un “pensatoio” per incontri sulla smart community di un quartiere che oggi ha una altissima densità creativa. E’ in questo contesto, ultimo appuntamento del progetto triennale “SoftScience. 17 goal in 17 luoghi”, che è stata proiettata la tag cloud con le 17 parole chiave circondate da quelle che sono emerse nelle esplorazioni, trasmesse su www.radiowalkabout.it, ascoltate come podcast e “mappate” da un sistema di intelligenza artificiale su www.walkipedia.it.

Ipogeo bar Necci

Dal calcio sociale di Corviale con il “campo dei miracoli” inaugurato dal Presidente Mattarella lo scorso 26 febbraio, come simbolo della rinascita di una periferia estrema dove “vince chi custodisce” (come recita lo slogan sul cancello), all’incontro con l’apicoltore Fabrizio Nisi nel walkabout in Cava Fabretti dietro l’Appia Antica, immersi nell’atmosfera di un Arcadia che dimostra quanto ci sia da imparare dagli ecosistemi per ciò che oggi definiamo economia circolare: in natura tutto è connesso, tutto si trasforma.

Diciassette luoghi di Roma esplorati, attraversati, raccontati e vissuti attraverso la formula dei walkabout, per avvicinarsi agli obiettivi dell’Agenda 2030 promossa dall’Onu per lo Sviluppo Sostenibile che hanno illuminato dei dettagli di Roma. Una “walking radio” che è andata dal centro alle periferie, per raccontare, nelle pieghe sottopelle della città, di povertà, cibo, salute, educazione, donne, acqua pubblica, energia green, lavoro, innovazione digitale, diseguaglianza, smart community, economia circolare, emergenza climatica, mare, biodiversità, legalità e partnership.

Statua Roma

Il promotore del progetto

Il progetto, è stato curato da Urban Experience, e promosso da Roma Culture per Eureka! con il patrocinio di ASVIS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) e la collaborazione dell’Università di Roma La Sapienza (Corso di formazione interdisciplinare in Scienze della sostenibilità e Dipartimento di Pianificazione, Design e Tecnologia dell’Architettura) e dell’Università degli Studi Roma Tre (Dipartimento di Economia e quello di Scienze della Formazione).
Lo Sviluppo Sostenibile richiede un forte coinvolgimento di tutti e ciò si deve esplicitare con azioni ed esperienze urbane, non solo nei convegni. Da questa terza edizione è emerso, grazie alle esplorazioni partecipate e al coinvolgimento di tanti ospiti esperti, lo spirito della Soft Science, la “scienza soffice” che riguarda la capacità di declinare il pensiero scientifico nella azione coinvolgente della società che s’interroga sui nuovi modelli di sviluppo possibile.

La Società è sempre più un laboratorio in cui la Scienza, interagendo con cittadini-utenti consapevoli, auto-organizzati nelle diverse espressioni della smart community, deve riequilibrare tutti i processi nell’ottica dello Sviluppo sostenibile.

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