Smart Community – Sisto V, er papa tosto, ci parla attraverso un’animazione digitale, di Carlo Infante

Sabato 19 marzo alle ore 11 nel complesso di Capo di Bove – Parco Archeologico dell’Appia Antica (Via Appia Antica, 222) saranno presentati da Simone Quilici (direttore del Parco Archeologico dell’Appia Antica) i format di innovazione culturale che Urban Experience ha realizzato nei progetti per Roma Capitale “Paesaggi Umani”.
Format che da più di 15 anni hanno reinventato l’uso interattivo delle mappe on line con i geoblog e i geo-podcast, prodotto ritratti parlanti, realizzati con l’intelligenza artificiale ed esplorato con una “radio che cammina”. Con NuvolaProject, fondata da Gaia Riposati e Massimo Di Leo, Urban Experience ha innestato alle esplorazioni psicogeografiche dei walkabout radiofonici un tocco evoluto di performing media.

Una delle prime azioni fu quella della “Nuvola”, un’installazione interattiva intesa come rivelatore di fenomeni atmosferici – sociali – esistenziali, presentata al Museo d’Arte Contemporanea di Roma nel maggio 2019 in un ecosistema formativo con gli studenti della Sapienza-Università di Roma. Da allora s’è scandito un percorso comune, congeniale e generativo, sviluppato nell’ambito del progetto triennale Paesaggi Umani (nell’ambito di Contemporaneamente per Roma Capitale) dove l’Intelligenza Artificiale è stata utilizzata per animare i ” quadri parlanti”, come quello di Cristina di Svezia nella I edizione nel marzo 2021.

In queste operazioni  l’elaborazione con l’I.A. va ben oltre l’uso standard dell’effetto deep fake  per operare in un set artigiano digitale e drammaturgico-attoriale che fa comprendere il valore del performing media: rivolto a smarcarsi dalla convenzionalità digitale, inventando soluzioni e affinando la user experience per cui si sperimentano modalità che sfuggono alle configurazioni standard delle tecnologie.

Per la seconda edizione di Paesaggi Umani, a dicembre 2021,  si sono proiettati i ritratti parlanti del Monsignor Raffaele Fabretti e di Papa Sisto V di cui sta ricorrendo il Cinquecentenario. Quella di Sisto V, detto “er papa tosto”, è una delle storie più emblematiche da raccontare: ridisegna l’imago urbis con assi viari che collegano tra loro le grandi basiliche, erigendo obelischi e articolando un sistema di fontane che avvia la città vero il suo secolo d’oro: il Seicento barocco. La sua storia esprime un paesaggio umano che reinventa quello dell’intera città devastata da continue invasioni e rassegnata al declino. Innesta nel sistema della città un’energia particolare, quella della pragmaticità organizzativa marchigiana con cui s’imposta una infrastruttura amministrativa e giurisprudenziale importante. Raffaele Fabretti è una di quelle figure giurisprudenziali, ma da raffinato studioso delle scienze e delle arti verrà riconosciuto dal Papa Alessandro VIII come Principe delle romane antichità: uno dei primi sovrintendenti ai beni culturali della Storia. La figura di Fabretti è il trait d’union, tra l’impronta picena impressa da Sisto V su Roma e una delle storie più affascinanti del Seicento. Seguì da vicino Cristina di Svezia nella configurazione dell’Arcadia, operando con una delle donne più interessanti della Storia che portò a Roma la “Atene del Nord”, accolta come una Regina da una città che fece del Barocco un dispositivo culturale magnifico con feste che reiventarono gli scenari urbani.

L’Intelligenza Artificiale ha permesso di rivelare la peculiarità di un’altra delle delle storie più significative di Roma. E’ quella di Lucrezia Romana, moglie di Collatino,  di cui s’evocata la storia del suo suicidio dopo lo stupro subito dal figlio di Tarquinio il superbo. Ciò accade attraverso i versi che gli dedicò William Shakespeare, in un poema che rese famoso (anche se ancora oggi pochi ne sanno) quel sacrificio che nel V secolo a.C. determinò la rivolta dei romani contro il re etrusco per cui nacque la Repubblica. Si è narrata questa vicenda facendo parlare Lucrezia in un quadro animato di Cranach il vecchio, con un tocco artigiano di intelligenza artificiale messo a punto da Massimo Di Leo e interpretato da Gaia Riposati.
Urban Experience il 4 aprile 2022, nell’ambito di un altro progetto per Roma Capitale (“SoftScience. I 17 goal dell’Agenda 2030 in 17 luoghi di Roma”), presenterà il ritratto parlante di Lucrezia Romana in un walkabout che tratterà delle parità di genere e della violenza alle donne, proiettandolo su una statua senza testa di età repubblicana.

Si realizzerà a Villa Lazzaroni, posizionando un cartello associato a quell’antica statua acefala di un personaggio femminile evocando la figura di Lucrezia Romana attraverso il link al video on line con quell’animazione digitale e a una soluzione di realtà aumentata.
Il cartello sarà temporaneo ma potrà diventare stabile grazie all’accordo con il VII Municipio di Roma Capitale su cui ci si confronterà, dialogando con il presidente Francesco Laddaga, l’assessore alla cultura Riccardo Sbordoni e i cittadini di quel territorio, a partire dal CAV (Centro Anti Violenza) di Roma Capitale che ha sede proprio in Villa Lazzaroni,  in un walkabout che concluderà l’incontro, camminando-conversando via radio lungo l’Appia Antica, la regina viarum.

di Carlo Infante, Urban Experience

L’ultimo articolo “Ad aprile la III edizione di SoftScience