BENI CULTURALI: “Solomeo, un prototipo di rigenerazione urbana ed industriale”, di Valentina Dell’Aira, Mareamico

L’Umbria è una terra mistica, ispiratrice di imprese umane e spirituali grandiose; sarà per l’azzurro intenso dei suoi cieli o per il rosso fulgente dei suoi tramonti, per l’argento dei suoi ulivi, per il giallo dei suoi girasoli, per il verdastro delle sue fonti, per lo stupore dei suoi sterminati campi di papaveri o le severe forme dei suoi cipressi; questa cromia di contrasti ha ispirato le opere di una moltitudine di artisti nelle arti pittoriche, quali il Beato Angelico, il Perugino, il Pinturicchio, Raffaello e tutte le sfaccettate essenze delle città umbre hanno il potere di regalare, al contempo, una saturazione ed un’euforia dell’anima. L’arte, la storia, il misticismo francescano, qui, vivono con chi la abita da generazioni, in un ritmo che va dall’eterno al definito e che conduce dalle silenziose atmosfere dei suoi vicoli, all’austera ed ispiratrice aura dei suoi conventi e delle sue abbazie in un non luogo di santi. E’ per tutto questo ed altro ancora, che l’Umbria, pur essendo l’unica regione del centro Italia a non essere bagnata dal mare, appare solitaria e meditativa come un’isola, con le sue stesse linee d’orizzonte che sono il suo limite ma al contempo la sua forza, che la aiutano a conservare più saldamente le sue radici proteggendola dall’orda della globalizzazione radicale.

E’ infatti nella conservazione della sua fiera essenza contadina che questa regione esprime il meglio di sé, ed è proprio nel suo contesto che un imprenditore visionario, mecenate e filantropo, legato a filo doppio con la sua terra natia ha immaginato, voluto e realizzato una sorta di Utopia moreana, in cui l’impresa ha abbracciato l’arte, il welfare e la poesia. Brunello Cucinelli ha recuperato uno dei tanti affascinanti borghi italiani abbandonati ed ha impiantato coralmente lì il lavoro di tessitura delle sue stoffe, creando a Solomeo un mondo che ha al centro l’uomo in uno stile di vita incastonato in un borgo medievale a pochi chilometri da Perugia. L’agglomerato, nelle sue origini, era costituito da un palazzo, una decina di domus e dalla chiesa di San Bartolomeo, abbellita dalle tele della scuola del Perugino ed oggi impreziosita da un organo settecentesco. E’ lì che il mondo imprenditoriale di Cucinelli, abbracciato da un vasto polmone verde, reinventa in modo innovativo lo stereotipato mondo capitalistico, addolcendolo con la linfa di un umanesimo che vede nel lavoro la più alta forma della dignità individuale. Il suo genio imprenditoriale è mescolato con un’etica democratica che nel 2017 gli ha fatto conseguire il Global Economy Prize per l’intervento civico nell’operato industriale. L’alternarsi dei parchi tematici nel borgo, è tutto un “Tributo alla dignità dell’uomo”, da quello Industriale, sede dell’azienda di cachemire, oggi brand mondiale, ricreata proprio in quei luoghi dove anticamente le donne filavano i tessuti, al Parco Agrario, rigoglioso di vigneti ed alberi da frutta introdotti da un simbolico Bacco, a quello meditativo della Dignità.

Solomeo rappresenta la rinascita e l’esaltazione che ogni luogo d’arte, di cultura e di memoria meriterebbe e Cucinelli l’ha sottratto all’oblio, creando l’omonimo Teatro che ricorda il Farnese di Parma, la Biblioteca Neoumanistica Aureliana, la Scuola di Arti e Mestieri e recuperando amorevolmente rudere dopo rudere l’antico castello che rivive in una architettura classica anche attraverso un Foro delle Arti. Ogni estate, immerso in un’atmosfera fedelmente medievale, tutto il mondo partecipa ad un festival musicale a Villa Solomei, celebrando la Bellezza a tutto tondo, che qui è di casa ed ha saputo rendere giustizia ad un armonico fulcro di valorizzazione e tutela del paesaggio, dei monumenti, delle tradizioni locali e del benessere spirituale in cui si respira, per dirla con Piovene, “la gentilezza ed una specie di dol-cezza morale come sciolta nell’aria.”

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