Sosta disabili, contro i furbi arriva Tommy 2.0

Passi in avanti contro i furbetti della sosta che parcheggiano negli stalli riservati ai disabili. Da Natale dovranno fare i conti con Tommy 2.0 il nuovo dispositivo già sperimentato in due diversi quartieri della Capitale (in via Tommaso Gulli a Prati e in via Forte Boccea) in occasione della Settimana europea della Mobilità che tutela le aree di sosta dedicata alle persone diversamente abili.

Entro novembre è prevista l’installazione dei primi sensori negli stalli, mentre entro Natale i telecomandi che “scatenano” il meccanismo potrebbero già essere consegnati ai possessori dei contrassegni. Il dispositivo è semplice, economico e di facile installazione: un sensore verifica l’occupazione dell’area ed attiva un segnale sonoro in presenza di veicoli non autorizzati. L’allarme si interrompe quando il parcheggio viene liberato dal trasgressore oppure con il telecomando abilitato. “La sperimentazione di “Tommy 2.0”, avviata dall’Aci Consult e Insettopia, è stata condivisa dai tecnici dell’Agenzia Roma Servizi per la Mobilità. Sono stati loro a seguire i collaudi che hanno portato poi al nulla osta del dispositivo da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

“In questi giorni – ha spiegato Riccardo Colicchia, direttore di Aci Consult, società del gruppo Aci specializzata in servizi per l’ambiente e la mobilità – attraverso l’interessamento di alcuni sponsor privati stiamo cercando di reperire i fondi necessari per l’installazione dei sensori nei Municipi che hanno manifestato interesse, mentre spetterà all’Agenzia per la Mobilità ed agli stessi Municipi stabilire i criteri di assegnazione”. Nella sua versione definitiva Tommy si metterà direttamente in contatto con le forze dell’ordine. Nel caso in cui la sirena continui a suonare per la presenza prolungata del furbetto nello stallo, il dispositivo girerà infatti la chiamata alla centrale della Polizia locale che interverrà sul posto. Una volta assegnati, i Tommy diventeranno di proprietà degli utenti, dovranno quindi provvedere alla sostituzione delle batterie che avranno una durata media compresa tra i 9 e i 12 mesi.

“La valenza sociale del progetto – ha detto Colicchia – è stata riconosciuta anche dalla Federazione Internazionale dell’Automobile e ha già catturato l’attenzione di altre città italiane, come Firenze e Napoli che sono pronte a sperimentarlo. Richieste sono arrivate anche dal Portogallo”.