SOStenibili – La Costituzione a portata di cittadino nei murales, di Rossella Sobrero

Roma come Berlino, Tokyo, Londra, Parigi? Crescono gli esempi di street art nella nostra capitale, e in generale in Italia, e oggi questa forma d’arte viene giustamente considerata anche come uno strumento culturale. Un caso interessante è il murales La Costituzione più bella del mondo: 12 Principi Costituzionali disegnati bene, un progetto risultato tra i vincitori del bando indetto da ATER del Comune di Roma in occasione del centenario del quartiere Garbatella.
Nel murales sono rappresentati con 12 simboli i valori alla base di 12 articoli della Costituzione, un documento fondamentale per la nostra repubblica che purtroppo non è ancora conosciuto da tutti i cittadini.

Tradurre in simboli i valori della Carta Costituzionale non è stata certo un’impresa facile ma il gruppo di creativi della Marimo c’è riuscito: secondo questi artisti la forza dei simboli aiuta a far capire meglio lo spirito contenuto nelle parole dei Costituenti.
L’iniziativa è stata realizzata anche grazie alla Fondazione Pastificio Cerere, un’organizzazione impegnata nella promozione e nella diffusione dell’arte contemporanea. Da molti anni la Fondazione ha messo a disposizione lo spazio della ex fabbrica di pasta per ospitare alcuni artisti, una scelta che potrebbe essere emulata da tante altre imprese.

Dedicare attenzione alla nostra Costituzione in una società dove sono forti le spinte individualistiche e la ricerca di soluzioni personali anche a fronte di problemi collettivi, è quanto mai importante. Così come è importante che iniziative come quella della Garbatella siano inserite in ambiti progettuali ampi, basati sul dialogo tra artisti, cittadini, istituzioni che collaborano per promuovere politiche di sviluppo e di integrazione.

La pittura murale è uno strumento di diffusione della cultura grazie ad un linguaggio immediato e trasversale e può, come in questo caso, essere utilizzata per far conoscere alcuni valori che diventano patrimonio condiviso solo se sono considerati un bene comune. Una dimostrazione di come questa forma d’arte è utile per la riqualificazione urbana ma anche per far crescere la consapevolezza delle persone.

di Rossella Sobrero, Presidente Ferpi e Koinetica

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