SOStenibili – Vienna e l’urbanistica femminista di Rossella Sobrero

Da anni Vienna è un esempio di come si può dare spazio alla creatività delle donne e a progetti di urbanistica “femminista” in grado di contribuire al cambiamento della città in una logica di servizio e di miglioramento della qualità della vita delle persone.
Tutto parte nel 1998 quando l’urbanista e femminista Eva Kail con le sue collaboratrici propone di inserire l’ottica di genere nella pianificazione urbana della città: strade e parchi fruibili da tutti, attenzione al trasporto collettivo, nuova organizzazione degli spazi pubblici…

Si tratta di richieste e di proposte che tengono conto in particolare dei compiti che sono stati tradizionalmente assegnati alle donne, come la cura di bambini e anziani, la gestione della famiglia, l’assistenza delle persone in condizione di vulnerabilità.

Il percorso casa-scuola è sicuro? I tempi di percorrenza casa-lavoro-scuola sono brevi? I marciapiedi sono larghi abbastanza per ospitare genitori e bambini? Vi sono sufficienti punti di sosta per le persone anziane o con mobilità ridotta? Ci sono zone verdi diffuse?
Per rispondere a queste domande i progetti di urbanistica femminista hanno ripensato la città introducendo cambiamenti semplici ma puntuali per favorire l’uso quotidiano della città e per migliorare la qualità di vita e l’autonomia delle persone. Per poter coordinare al meglio tutti questi interventi, il comune ha istituito il “Women’s Office” dedicato anche alla progettazione e riqualificazione di spazi verdi e piazze.

Sempre a Vienna un esempio interessante è la realizzazione del quartiere di Aspern, che nel 2028, quando sarà completato, ospiterà 20.000 persone con un design esplicitamente orientato alla famiglia. Al centro ci sarà un lago artificiale e metà dell’intera area sarà dedicata allo spazio pubblico: una città-nella-città modello, un luogo che ha già una delle più alte qualità di vita del mondo.

Vienna è un esempio di come la presenza attiva delle donne può portare a individuare soluzioni urbane migliori per la vivibilità della città. Non a caso Vienna viene definita come una città dal volto femminile: la capitale dell’Austria è infatti riconosciuta come pioniera del “mainstreaming di genere”.

di Rossella Sobrero, Presidente Ferpi e Koinetica

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