Sostenibilità urbana a Torino

Sostenibilità urbana, un nuovo strumento dagli scambi tra città, di Simone D’Antonio – EuroPolis

In un’epoca che vede le amministrazioni locali alle prese con l’attuazione di progetti infrastrutturali sempre più complessi e integrati per favorire la sostenibilità urbana, attingere agli esempi di pratiche e soluzioni adottate in altre città europee assume un’importanza vitale per promuovere nuove forme di innovazione, soprattutto in campo ambientale.

Da tempo i programmi europei rivolti alle città propongono azioni di rete e scambi di conoscenze tra comuni di tipologia e dimensioni diverse, ma molto spesso la difficoltà nell’accesso a tali strumenti costituisce un limite soprattutto per le amministrazioni con minore esperienza in materia di progettazione europea.

Sostenibilità urbana e scambi proficui

Il nuovo programma di capacity building City-to-City Exchange dell’Iniziativa Urbana Europea (EUI), il principale strumento europeo in materia di sviluppo urbano sostenibile, punta proprio a ridurre questo gap favorendo la partecipazione dei comuni a scambi bilaterali e trilaterali con città che hanno messo in campo strategie e soluzioni che è possibile replicare in altri contesti urbani.

Questa metodologia, supportata da un team di facilitatori messi a disposizione dal programma, sta favorendo uno scambio di conoscenze e di saperi urbani particolarmente significativi per quelle realtà che sono già alle prese con progetti infrastrutturali, ma che necessitano di un supporto ulteriore per facilitarne l’attuazione.

Torino un esempio di buone pratiche per Lille

È soprattutto in materia di sviluppo di spazi e infrastrutture verdi che stanno emergendo alcuni degli scambi più interessanti tra quelli proposti dal programma (il cui bando è disponibile qui). L’area metropolitana di Lille è alle prese con le prime fasi della progettazione di un nuovo parco metropolitano che si estende sul territorio di diversi comuni limitrofi al capoluogo lungo le sponde del fiume Deule.

La città transalpina ha scelto Torino come esempio da cui trarre ispirazione per la capacità del capoluogo piemontese di rigenerare una serie di spazi dalla vocazione industriale o logistica e restituirli alla città con funzioni nuove. Tra questi, gli esempi di Parco Dora o del Parco Colonnetti di Mirafiori, nelle cui vicinanze sorge l’hub di quartiere Casa nel Parco, sono particolarmente significativi non solo per evidenziare le tappe del percorso di rigenerazione post-industriale della città ma anche per evidenziare le modalità di collaborazione tra comune, imprese e comunità locale che hanno condotto alla ridefinizione di questi spazi.

Le connessioni tra Alessandria e Dublino

Alessandria è invece alle prese con la valorizzazione dei percorsi cicloturistici per rafforzare la connessione tra il centro cittadino e le zone circostanti che conducono verso il Monferrato. La città ha scelto di approfondire le strategie di sviluppo della ciclabilità messe in campo da Dun Laoghaire Rathdown, nell’ambito di uno scambio che ha messo in luce quanto buona parte della ripresa economica post-Covid sia dipesa dalla realizzazione di nuove infrastrutture ciclabili che hanno cambiato il profilo di questa contea che attraversa la baia circostante la capitale Dublino.

Da infrastruttura temporanea ad attivatore di nuovi processi di sviluppo urbano, la pista ciclabile, che connette diversi comuni della zona, è stata il motore di forme innovative di riuso dello spazio pubblico ed è diventata esempio in corso di adattamento e replica anche in altre zone del paese.

La pianificazione integrata per nuovi assetti cittadini

La creazione di nuovi parchi o piste ciclabili possono sembrare azioni minime nel quadro di strategie di sostenibilità urbana ma il confronto con quanto realizzato in altri paesi europei dimostra quanto sia necessario intervenire con forme di pianificazione integrata per migliorare il volto delle nostre città.

Gli scambi promossi da Iniziativa Urbana Europea stanno favorendo anche la creazione di una comunità di funzionari e amministratori che a partire dal dialogo su soluzioni concrete fanno emergere dal basso l’idea di un’Europa concreta, in grado di produrre politiche e azioni con un impatto tangibile sui territori.

di Simone d’Antonio, Lead Expert URBACT