Siccità

Stato di Emergenza in Emilia-Romagna: cosa succederà nei prossimi mesi

Da settimane il problema siccità preoccupa tutta Italia, per questo motivo alcune regioni hanno deciso di correre ai ripari. Dichiarato lo Stato di Emergenza in Emilia-Romagna con 10,9 milioni di euro stanziati per far fronte alle conseguenze della crisi idrica.

Il Consiglio dei ministri ha deliberato l’emergenza per siccità anche in altre regioni: Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte. Ha dichiarato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini:

Ringrazio il Governo e il presidente Draghi per l’accoglimento e il varo dello stato di emergenza per l’Emilia-Romagna che avevamo richiesto, con subito lo stanziamento dei primi 10,9 milioni di euro per gli interventi più urgenti contro la grave siccità che stiamo vivendo. Un ottimo segnale di attenzione in tempi brevi al quale, sono certo, seguirà successivamente lo stanziamento degli altri fondi necessari. Serve l’impegno del Paese, anche per un piano nazionale e misure strutturali, e l’Emilia-Romagna è pronta a fare come sempre la sua parte.

Stato di Emergenza in Emilia-Romagna

Per avere una idea più chiara della situazione è necessario aspettare il decreto che il governo varerà giovedì 7 luglio. Previsti interventi fino al 2024 con i soldi del PNRR.

Prima del termine dell’estate dovrebbero arrivare i ristori a quei lavorati che stanno subendo danni dalla crisi idrica, come gli addetti del settore agricolo. Ha aggiunto il deputato Marco Di Maio:

È un segnale importante, atteso e che avevo fortemente richiesto con interrogazioni parlamentari, interventi e incontri informali. Ora saranno necessarie ulteriori misure e continueremo a premere in questa direzione per dare ai territori le risposte che servono.

Anche gli habitat naturali sono messi a dura prova, con una forte risalita del cuneo salino (movimento di acqua dal mare verso l’entroterra attraverso il sottosuolo). Bisogna lavorare duramente nei prossimi due anni per risolvere la situazione idrica in tutta Italia. Dobbiamo smettere di essere un paese in perenne emergenza e lavorare sulla prevenzione dei disastri in modo lungimirante.