Cani randagi

Mondiali di calcio in Qatar, le associazioni: strage di animali, cani uccisi in vista del torneo

Sono ancora una volta gli animali a pagare il conto più salato in vista di un appuntamento calcistico. Le associazioni animaliste locali e internazionali denunciano la strage di cani e gatti in atto in Qatar, dove dal 20 novembre al 18 dicembre si svolgeranno i Mondiali di calcio 2022. Già 29 gli esemplari uccisi, anche se c’è la concreta possibilità che i numeri siano stimati fortemente al ribasso.

Malgrado oggi 4 ottobre si celebri la Giornata mondiale degli animali, in Qatar le uccisioni sembrano fuori controllo. A scatenarle sarebbe stata una questione di “turistica”, come riporta il quotidiano britannico The Guardian: uccidere cani e gatti randagi sarebbe la soluzione individuata per evitare che possano “disturbare” chi verrà ad assistere alla competizione calcistica.

L’associazione Paws Rescue Qatar racconta di furgoni senza scritte che girano per le strade. Dai veicoli scendono uomini che chiudono i cani in dei sacchi di plastica per poi ucciderli o imprigionarli. Particolarmente crudeli le pratiche messe in atto, come racconta uno degli attivisti operanti sul territorio:

I cani gli sono andati incontro festosi pensando che gli uomini li avrebbero nutriti. Invece hanno cominciato a sparargli contro.

In alcuni casi questi individui approfitterebbero della buona fede degli animali per avvicinarli e poi sparare con dei fucili. Una pratica barbara che può e deve essere evitata. Le ultime uccisioni verificate risalgono al mese di luglio, dalle parti di Doha, ma non è escluso che tale pratica stia continuando altrove o semplicemente attirando meno l’attenzione.

A pesare è soprattutto l’assenza di leggi che puniscano l’uccisione di cani e gatti, sottolineano le associazioni. In sostanza gli autori di tali gesti ignobili resteranno impuniti e quindi liberi di proseguire con la loro operazione turistica.

Eppure non si tratta della prima volta in cui una manifestazione calcistica costa la vita a decine di animali innocenti. Basti pensare alla strage di cani in occasione degli Europei di Calcio del 2012, svolti tra Polonia e Ucraina. Allora il bilancio fu drammaticamente più elevato, anche con metodi tutt’altro che “umani”_ oltre 10mila esemplari uccisi nei mesi che precedettero l’evento sportivo.