Suolo

Suolo a rischio: il rapporto Re Soil Foundation sulle aziende agricole che lo rigenerano

Il degrado del suolo rappresenta un’emergenza silenziosa che colpisce l’agricoltura, il clima, l’acqua e la salute pubblica in tutta Europa. Sotto la pressione di erosione, perdita di sostanza organica, consumo di territorio e siccità, la terra sta perdendo la sua naturale fertilità.

Per invertire questa rotta, Re Soil Foundation ha promosso il nuovo rapporto intitolato “Le buone pratiche che curano il suolo”, che verrà distribuito in occasione della Giornata mondiale della desertificazione e presentato ufficialmente a Roma il 18 giugno, durante il 3° Forum delle Bioplastiche Compostabili presso l’Auditorium Conciliazione. Sarà scaricabile da qui.

La salute del suolo è una grande questione ambientale ma anche economica e sociale –  spiega Margherita Caggiano, direttrice Re Soil Foundation – Rigenerare i terreni significa aumentare la resilienza climatica delle aziende agricole, tutelare acqua e biodiversità, ridurre i costi legati agli input chimici e rafforzare le comunità rurali. Con questo libro vogliamo dimostrare che esistono già esperienze concrete capaci di coniugare sostenibilità ambientale, innovazione e competitività economica.

Il suolo è stressato, servono interventi

L’opera raccoglie i contributi corali di agronomi, ricercatori e aziende agricole, affiancati da importanti istituzioni scientifiche e internazionali come il Joint Research Center della Commissione Europea, la Mission Soil UE e la Global Soil Partnership della FAO. Il volume evidenzia dati allarmanti sulla salute del territorio italiano, dove quasi la metà dei terreni presenta forme di degrado, l’ottanta per cento dei suoli agricoli è soggetto a erosione e oltre due terzi hanno perso più del sessanta per cento del carbonio organico originario. Questo scenario riduce drasticamente la capacità della terra di trattenere l’acqua e di resistere agli stress climatici, minacciando direttamente la sicurezza alimentare.

Come invertire la tendenza

Per rispondere a questa crisi, la Mission Soil dell’Unione Europea punta a creare cento laboratori territoriali e cento aziende faro, note come Lighthouse Farms, entro il 2030. Re Soil Foundation ha già attivato una rete italiana di queste aziende d’avanguardia, dalla Lombardia alla Calabria, unite da un protocollo d’intesa per trasformare la ricerca scientifica in soluzioni concrete e replicabili sul campo.

Nelle pagine del rapporto sono descritte esperienze virtuose che spaziano dall’uso del compost urbano come fertilizzante naturale all’agricoltura di precisione, fino all’adozione di pacciamature biodegradabili e rotazioni colturali. I benefici di queste pratiche rigenerative si riflettono contemporaneamente sulla tutela ambientale e sulla sostenibilità economica delle imprese coinvolte, dimostrando che il suolo deve essere protetto come una vera e propria infrastruttura vitale per il futuro.