Sviluppo urbano sostenibile Berlino

Sviluppo urbano sostenibile, spazi pubblici per salvare le città, di Simone D’Antonio – EuroPolis

Il consolidamento dei cambiamenti introdotti nelle nostre città in seguito all’emergenza pandemica è una delle sfide principali che le amministrazioni locali stanno affrontando per favorire uno sviluppo urbano sostenibile.

Se la pandemia è stata l’occasione per velocizzare l’attuazione di una serie di strategie già da tempo al centro dell’azione delle città, come la chiusura al traffico e la pedonalizzazione di ampie porzioni dei centri storici, il rapido ritorno alla normalità ha finito per eliminare progressivamente anche quelle innovazioni che si credeva avrebbero cambiato per sempre la qualità del vivere urbano.

Sviluppo urbano sostenibile, Berlino fa marcia indietro

Lo spazio pubblico è l’arena più importante su cui si scontrano diverse visioni di sviluppo: da un lato le amministrazioni che stanno investendo sul potenziamento di piste ciclabili e spazi verdi, dall’altro quelle che puntano sul ritorno delle auto private sulla scorta di pressioni di vario tipo da parte di amministratori, cittadini e attori del mondo produttivo.

La de-pedonalizzazione della Friederichstrasse di Berlino è uno degli esempi più significativi, soprattutto perché avviene in una città per lungo tempo simbolo delle strategie più innovative in materia di sviluppo urbano sostenibile. Lo stop della nuova amministrazione berlinese all’ambizioso piano di estensione della rete di piste ciclabili va in controtendenza rispetto all’impegno profuso da numerose città, tra queste Milano, Bologna e Bari, nella promozione della mobilità dolce nel periodo seguente all’emergenza Covid.

Parcheggi per auto al posto dei dehors

I dehors di bar e ristoranti si apprestano ad essere le prossime vittime di questo trend al ritorno al passato. Lisbona e più recentemente Madrid stanno progressivamente vietando a bar e ristoranti di utilizzare gli spazi esterni conquistati a condizioni di vantaggio negli ultimi anni, così da trasformarli nuovamente in posti auto per residenti e visitatori.

Nonostante tali politiche siano accolte da parte della popolazione come forme di contrasto al degrado causato dall’espansione indiscriminata di tavolini su strade e marciapiedi, numerose amministrazioni locali non stanno tenendo in adeguata considerazione l’impatto positivo in termini di sviluppo sociale ed economico che nuove forme di utilizzo degli spazi pubblici possono avere sulle città.

New York, Parigi e Barcellona esempi di sostenibilità

L’analisi svolta a New York sugli effetti del programma Open Street, che ha promosso il riuso di strade e piazze di diversi quartieri della città per una molteplicità di funzioni, dimostra quanto la creazione di nuove interazioni sociali e attività economiche abbiano contribuito a migliorare la qualità della vita di abitanti e turisti, fornendo la spinta all’apertura temporanea di nuovi spazi pubblici in particolare nella stagione estiva.

Salvaguardare le città come laboratorio aperto di innovazione è una sfida che passa anche attraverso la valutazione di impatto degli interventi temporanei e nella flessibilità di programmi e strategie che regolano lo sviluppo di un contesto urbano sul medio-lungo periodo. Città come Parigi e Barcellona stanno non solo salvaguardando i dehors aperti durante la pandemia, ma anche dando nuove autorizzazioni per rendere tali attività sociali ed economiche ingredienti fondamentali delle politiche che favoriscono la prossimità.

Il confronto tra i risultati ottenuti dalle città che hanno consolidato le misure di promozione dello spazio pubblico e quelle che le hanno radicalmente eliminate o ridotte può essere utile nei prossimi mesi per definire gli elementi principali di una vera ricetta europea per la valorizzazione in chiave ambientale e socio-economica di strade e piazze aperte alle comunità.