Tari: le tariffe più alte sono a Napoli

Tari: le tariffe più alte sono a Napoli

Secondo uno studio condotto dal Centro Studi Enti Locali (Csel) per Adnkronos è il comune di Napoli ad avere le tariffe più alte Tari per le utenze domestiche per tutti i componenti. Al contrario ad avere le tariffe più basse è Bologna. Per fare un esempio un nucleo familiare di 6 persone, con una casa da 160 metri quadrati, paga 728,66 euro di Tari a Napoli, contro i 435 di Bologna e i 568,92 di Milano.

La città partenopea – insieme a Roma – ha prezzi al di sopra della media su tutte le categorie di utenza tassate. La ricerca è stata effettuata sul dato standard, ossia senza tenere conto delle eventuali riduzioni che possono spettare alle varie utenze e senza tener conto delle riduzioni che gli Enti possono aver effettuato dopo la crisi causata dalla pandemia da Covid-19.

Anche pulire le strade è molto più economico a Torino rispetto al resto delle città prese in esame. Nel capoluogo piemontese vengono spesi 17,73 euro annui per cittadino, meno della metà rispetto a Roma (45,99), Milano (45,27 euro) e Bologna (43,95). A Napoli il costo è di 24,29 euro all’anno.

La situazione rifiuti a Napoli

I rifiuti presenti in maggiore quantità a causa della pandemia sono state le salviette per l’igiene delle mani (419 in tutto, pari al 61,6% del totale) con un valore medio di 27,9 salviette per ogni chilometro di percorso, seguite dalle mascherine (218 pari al 32,1% del totale) con un valore medio di 14,5 mascherine per ogni chilometro e dai guanti (25 pari al 3,7% del totale) con valore medio di 1,7 ogni chilometro. Poi ci sono anche altri rifiuti come gli imballaggi delle mascherine o del gel igienizzante, che complessivamente rappresentano il 2,6% del totale.

“Nello specifico, ogni minuto in cui camminiamo nelle nostre città ci imbattiamo in 1,1 mascherine e ben in 2,2 salviette – riporta NapoliToday – Occorrono poco meno di 8 minuti per imbattersi in un guanto abbandonato e poco meno di 11 minuti per incontrare altri rifiuti legati alla crisi pandemica (come materiali da imballaggio di mascherine e gel ecc). Complessivamente sono stati individuati ben 680 rifiuti legati alla crisi pandemica, in media 45 rifiuti per ogni chilometro di percorso cittadino”.