Abbassare le temperature estive nei centri urbani fino a 4 gradi non è un’utopia, ma un obiettivo raggiungibile con interventi mirati di pianificazione. Lo provano i dati del progetto MIRIFICUS – Monitoraggio degli Interventi di RIForestazione per l’Isola di Calore Urbana tramite i Satelliti, coordinato dal CNR-IBE in collaborazione con ISPRA e con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana.
Attraverso simulazioni avanzate in aree critiche come Settecamini a Roma e la zona Mercafir/Piazza Artom a Firenze gli scienziati hanno dimostrato che l’uso di asfalto riflettente (che non accumula calore), il depaving e la piantumazione di nuovi alberi possono abbattere la colonnina di mercurio di oltre 4 °C nelle ore comprese tra le 9 e le 15, mantenendo un beneficio costante di circa 2 °C sull’intera giornata.
I risultati di MIRIFICUS ci dicono una cosa molto semplice: possiamo ridurre il caldo nelle città e sappiamo come farlo. Le simulazioni di Roma e Firenze mostrano che gli interventi adottati nei due casi studio riducono le temperature fino a 4 gradi. È una prova concreta che le soluzioni esistono e svolgono più funzioni contemporaneamente: riducono, oltre alla temperatura, gli impatti dei cambiamenti climatici, i rischi per salute, benessere e qualità urbana. I dati indicano la strada da seguire, gli interventi corretti, le scelte per rendere le città più vivibili e migliorarne la qualità della vita – ha detto Michele Munafò, responsabile del Progetto per ISPRA.
MIRIFICUS dimostra come i dati satellitari possano trasformarsi in strumenti operativi a supporto delle Pubbliche Amministrazioni, per contrastare gli effetti del caldo e rafforzare la resilienza nelle città, permettono di intervenire in modo mirato sulla struttura dei quartieri. Inoltre, la piattaforma webGIS del progetto permette a ogni Comune di consultare i dati e simulare il rapporto tra temperature superficiali, consumo di suolo o aree verdi, di capire dove intervenire e con quali priorità. Con il rilascio della piattaforma e di una Web App basata su Google Earth Engine, accessibili gratuitamente, decisori pubblici, cittadini e tecnici dispongono di mappe interattive, indicatori di stress termico e simulazioni ex ante ed ex post, un supporto scientifico per la pianificazione degli interventi di forestazione urbana e delle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici – commenta Marco Morabito, CNR-IBE, coordinatore del Progetto.
La mappa del calore nei capoluoghi italiani
La ricerca ha analizzato i dati storici delle temperature superficiali dal 2013 al 2023, evidenziando come il cemento renda roventi quasi tutte le principali città italiane durante la stagione estiva:
- Firenze: registra una media urbana superficiale di oltre 44 °C.
- Roma: si attesta su una media di 43,7 °C.
- Milano e Torino: raggiungono rispettivamente i 43,1 °C e i 43 °C.
- Napoli e Bologna: appaiate a 42,7 °C.
- Cagliari: è la città di mare più calda con i suoi 42,9 °C.
Il confronto con le campagne circostanti è netto: le zone rurali godono di un clima più fresco di circa 5,6 °C in media, un divario che nel caso dell’hinterland napoletano sfiora addirittura i 9,4 °C a causa dell’altissima concentrazione di superfici impermeabili nei quartieri centrali.
Il “Dna climatico” dei quartieri: la forma che genera le temperature bollenti
Il progetto ha introdotto il concetto di “DNA climatico”, dimostrando che l’esposizione all’afa dipende fortemente dalla struttura urbanistica, dall’altezza dei palazzi e dai materiali edili scelti.
A Firenze, ad esempio, i blocchi di edifici compatti e continui toccano punte di 44,6 °C, mentre la presenza di boschi urbani garantisce una climatizzazione naturale, fermando il termometro a 35,9 °C (quasi 9 °C in meno). Lo scenario è ancora più estremo a Roma, dove le ampie coperture dei distretti industriali, esposte costantemente al sole, arrivano a registrare picchi superficiali record di 57,2 °C.
Tutte le metriche raccolte, che incrociano il consumo di suolo e la densità dei parchi, sono ora liberamente consultabili per ogni singolo comune italiano tramite la piattaforma cartografica webGIS sviluppata dal progetto, uno strumento pensato per guidare le amministrazioni verso scelte urbanistiche più resilienti e a prova di clima.







