Torna alla luce un tratto della Via Latina a Roma

È forse la capitale più studiata al mondo, ma è anche quella che riserva ancora molti lati da scoprire. Roma, infatti, non smette di stupirci e il valore incalcolabile dei suoi beni archeologici continua ad arricchirsi ogni anno, sino a diventare l’anima stessa della città.

È poi un errore pensare che questo enorme patrimonio, che ci colloca nell’immaginario archeologico mondiale, sia confinato al solo centro storico. Oltre al Colosseo, c’è molto altro, disseminato in maniera capillare sul territorio della Capitale.

Non deve destare meraviglia, quindi, se un tratto dell’antica Via Latina è ritornato alla luce nel settore più meridionale della Villa di Sette Bassi a Roma Vecchia, l’estesa area archeologica, caratterizzata da resti imponenti, compresa tra la via Tuscolana, il Parco degli Acquedotti e il quartiere di Lucrezia Romana.

Il ritrovamento è avvenuto, solo pochi giorni fa, nell’ambito delle ricerche condotte da tempo su un nucleo edilizio in netto distacco dal settore più monumentale dei resti, dislocato nella zona a sud dell’area archeologica.

Il passaggio della strada in questo punto era ipotizzato da tempo sulla base dei tratti affioranti, rispettivamente, nel parco degli Acquedotti e nell’area del deposito officina della Metro A di Osteria del Curato.

La distanza tra queste evidenze, superiore a 1,5 km, non aveva però consentito, finora, di ricostruire con certezza l’andamento della strada e l’eventuale condizionamento esercitato sul suo sviluppo dall’estrema prossimità dei resti pertinenti alla Villa.

La strada, rintracciata a una profondità di 50 cm circa, come previsto dai rilievi, è risultata perfettamente coerente con il tracciato rettilineo in precedenza solo ipotizzato. Nella porzione riportata in luce, la carreggiata stradale è larga 3,80 m circa, il basolato si presenta sconvolto, ma ben definito lungo i margini.

Le attività di scavo sulla Via Latina, promosse e dirette dal Parco Archeologico dell’Appia Antica, si sono basate sulle ricerche in corso sulle strutture della Dépendance, coordinate da Carla Maria Amici, docente del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento, e da Alessandra Ten, del Dipartimento di Scienze dell’Antichità di Sapienza Università di Roma, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Roma Tre, sotto il coordinamento scientifico del Prof. Andrea Benedetto.

Il ritrovamento contribuisce alla comprensione dell’assetto della rete viaria antica e arricchisce il complesso archeologico dell’area sud della capitale, che vede nella Villa dei Quintili e nel Parco dell’Appia Antica le sue punte di diamante.