Toyota: la “Mirai”, ibrida ad alta efficienza, in vendita da settembre ’15

Roma – Si chiama” Mirai”, che in giapponese significa futuro, la nuova berlina Toyota a idrogeno che rappresenta una rivoluzione nel modo di concepire l’auto, con un’attenzione sempre maggiore all’ambiente, per una mobilità più sostenibile, sicura e semplice per tutti.

L’idrogeno è l’elemento più comune in natura, ma non è semplice trovarlo isolato. Compone l’acqua e la maggior parte delle forme organiche del nostro pianeta e, una volta estratto, può diventare un combustibile dalle potenzialità eccezionali. La combustione del gas produce come unico scarto acqua o vapore acqueo: questo è il motivo per cui le vetture a idrogeno, combinate alla tecnologia ibrida, garantiscono, in fase di utilizzo, la massima compatibilità ambientale senza rinunciare alle prestazioni.

La nuova berlina sfrutta infatti il Toyota Fuel Cell System (TFCS), un sistema che utilizza le celle a combustibile e la tecnologia ibrida. Il TFCS è più efficiente rispetto ai tradizionali motori a combustione interna e non produce CO2 né agenti inquinanti.
La tecnologia a cella combustibile permette di alimentare un motore elettrico da 152 cavalli (113 kW), che garantisce un’autonomia che la casa giapponese dichiara essere pari a circa 650 km, quindi molto superiore rispetto a quanto attualmente possibile con le auto elettriche.

La “Mirai” è già in vendita con successo da dicembre 2014 in Giappone. Sarà commercializzata in Europa a partire da settembre 2015, precisamente in Danimarca, Germania e Gran Bretagna, paesi dotati di una rete strutturata di rifornimento dell’idrogeno. Per l’Italia è ancora presto perchè il nostro Paese si trova in una situazione penalizzante sia dal punto di vista delle infrastrutture che legislativo. Solamente a Bolzano, città pilota, esiste la prima e unica stazione di rifornimento ad idrogeno. Si chiama H2-sudtirolo, un impianto di produzione dell’idrogeno da fonti rinnovabili che ha spinto la regione Trentino Alto Adige a pianificare la costruzione di 24 stazioni di rifornimento entro il 2020. Lo sviluppo nel capoluogo trentino di questa tecnologia innovativa ha permesso a Bolzano di essere scelta, insieme ad altre cinque città europee (Copenaghen, Innsbruck, Londra, Monaco di Baviera e Stoccarda) per testare l’efficienza della nuova rete infrastrutturale nel rifornimento dell’idrogeno.