Cittadine e cittadini chiedono più verde e minore consumo di suolo (89%), interventi per rendere più circolari produzione e consumo, riducendo gli sprechi, favorendo il recupero e il riuso del patrimonio edilizio esistente (89%), misure di adattamento climatico per ridurre i rischi e gli impatti degli allagamenti e delle ondate di calore (85%). I dati sono emersi dall’indagine Ipsos-Legacoop che ha evidenziato come la transizione ecologica sia considerata importante, sotto tutti gli aspetti, per la propria città (soprattutto tra chi risiede nei grandi comuni e nella fascia di età tra i 61-64enni).
L’occasione per la diffusione dei dati (qui per scaricare il rapporto) è stata l’incontro nazionale dell’Osservatorio sulla transizione ecologica nelle città che aveva come tema “Diffondere le buone pratiche per l’adattamento, la mitigazione climatica, la circolarità e il capitale naturale nelle città” .
La transizione ecologica nelle città in questo incontro nazionale dell’Osservatorio – ha dichiarato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione Sviluppo Sostenibile, fra i promotori dell’iniziativa – ha evidenziato le buone pratiche, anche eccellenti, realizzate in numerose città italiane per l’adattamento e la mitigazione climatica, per la circolarità e l’incremento del capitale naturale. Queste buone pratiche hanno generato benefici multipli, non solo ambientali, ma anche sociali con ricadute anche positive per l’economia locale. La conoscenza dei buoni interventi per il clima, la circolarità e la natura realizzati nelle città è molto utile per ridurre lo scarto, ancora troppo ampio, tra la gravità delle crisi climatica e ambientale e una sua percezione che tende a sottovalutarla.
La domanda di transizione ecologica vs la soddisfazione reale
Esiste un forte divario tra ciò che i cittadini desiderano per la propria città e la percezione degli interventi concreti finora realizzati:
- economia circolare e verde urbano: ritenuti prioritari dall’89% degli intervistati, ma solo il 43% è soddisfatto delle azioni sulla circolarità e il 47% di quelle sul verde;
- adattamento climatico (allagamenti e ondate di calore): importante per l’85% del campione, a fronte di un livello di soddisfazione fermo al 38%;
- mitigazione climatica (riduzione gas serra): considerata cruciale dall’82% degli intervistati.
Per abilitare il cambiamento nei contesti urbani, i cittadini indicano prerequisiti normativi e strutturali chiarissimi:
- oltre il 90% richiede norme chiare, obiettivi stabili nel tempo, finanziamenti pubblici e competenze tecniche adeguate;
- tra l’87% e il 90% indica come fondamentali il coinvolgimento delle imprese locali, una forte capacità di indirizzo della politica (nazionale e locale), una corretta informazione ai cittadini e la capacità di generare impatti positivi simultanei su più aspetti ambientali.
Le misure concrete più urgenti e apprezzate
l’indagine mappa le soluzioni tecnologiche, urbanistiche e sociali giudicate più efficaci dalla popolazione:
- contrasto al cambiamento climatico e transizione energetica: un cittadino su due spinge per la riqualificazione naturale degli spazi pubblici contro l’impermeabilizzazione del suolo. sul fronte energetico, le priorità sono la diffusione delle comunità energetiche rinnovabili (cer), le ristrutturazioni profonde per edifici a zero emissioni e lo sviluppo di condomini autosufficienti (fotovoltaico e pompe di calore);
- economia circolare: la massima importanza viene data all’ottimizzazione della gestione dei rifiuti urbani, al recupero delle eccedenze alimentari contro lo spreco e all’attivazione di eco-punti per la raccolta dei piccoli raee (rifiuti elettronici);
- capitale naturale: il consenso maggiore si registra sulla riforestazione delle aree periurbane e sulla rigenerazione delle aree dismesse, da trasformare in nuovi spazi ad alto valore ecologico fruibili dalla collettività.
Quando nasce l’Osservatorio
L’Osservatorio è stato costituito nel 2025 per iniziativa di ENEA, ISPRA, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Green City Network, Agenzia del Demanio e Cassa Depositi e Prestiti, con la partecipazione di più di 60 città italiane, di un primo gruppo di imprese e organizzazioni di imprese, nonché di esperti di diverse Università. L’obiettivo è quello di supportare, su basi scientifiche e operative, le politiche pubbliche per la transizione ecologica a livello urbano e territoriale, favorendo la diffusione di interventi efficaci e la loro integrazione nelle strategie delle Amministrazioni.






