Lasciare le batterie esauste nei cassetti di casa non è solo una cattiva abitudine ma un’opportunità mancata per l’ambiente. Per contrastare questo fenomeno e incrementare i volumi di riciclo, il Centro di Coordinamento Batterie lancia la nuova fase del progetto Raccogliamopiupile.it con l’iniziativa Trova l’intruso.
Rispetto al passato la strategia di comunicazione cambia passo: non si limita più a far prendere coscienza del problema ossia la presenza ingiustificata di pile scariche tra gli oggetti di tutti i giorni ma punta direttamente a muovere l’utente verso il comportamento corretto.
Sotto l’insegna del claim Un gesto, infinite storie, il messaggio punta sull’universalità della situazione. Che si tratti di un telecomando, di un giocattolo o di un piccolo elettrodomestico, la destinazione finale di questi dispositivi non deve mai essere il sacco del secco residuo o la plastica, bensì i circuiti dedicati.
Con questa nuova fase della campagna ‘Trova l’intruso’ vogliamo compiere un ulteriore passo avanti nel percorso di sensibilizzazione avviato negli ultimi anni – dichiara Laura Castelli, presidente del Centro di Coordinamento Batterie – Informare i cittadini e i con-sumatori resta fondamentale, ma oggi è ancora più importante aiutarli a trasformare la consapevolezza in un comportamento quotidiano. Conferire correttamente una batteria esausta è un gesto semplice che produce benefici concreti: tutela l’ambiente, favorisce il recupero e il riutilizzo di materie prime e contribuisce al raggiungimento degli obiettivi eu-ropei di raccolta da cui l’Italia è ancora distante. Per questo abbiamo scelto di valorizzare maggiormente la rete dei punti di raccolta e gli strumenti digitali che permettono di indivi-duarli facilmente, rendendo il corretto conferimento sempre più semplice.
Batterie esauste: i punti di forza dell’iniziativa
Da qui ai prossimi mesi la campagna Trova l’intruso si affiancherà a ulteriori nuove iniziative di sensibilizzazione e di raccolta, promosse dal Centro di Coordinamento Batterie per sostenere la crescita della raccolta delle batterie portatili esauste e accompagnare il sistema nazionale verso il raggiungimento dei target previsti dalla normativa europea. Focus su:
- capillarità sul territorio: una rete attiva di oltre 15.000 postazioni di conferimento tra grande distribuzione, negozi di elettronica e isole ecologiche comunali;
- geolocalizzazione immediata: uno strumento digitale interattivo sul portale per rintracciare il contenitore più comodo in pochi secondi;
- strategia social e display: una presenza coordinata sui canali digitali pensata per intercettare i cittadini proprio nei momenti d’acquisto e di mobilità urbana.
Le batterie contengono sostanze chimiche e metalli pesanti altamente tossici come piombo, cadmio, mercurio, nichel, litio e cobalto. Quando una batteria viene lasciata all’aperto, il suo involucro metallico si deteriora con il tempo, una volta corrosa le sostanze chimiche fuoriescono penetrando nel terreno e raggiungendo le falde acquifere, inquinando l’acqua potabile e i corsi d’acqua.
Svuotare i cassetti diventa così il primo anello di una catena virtuosa che trasforma un rifiuto pericoloso in materia prima seconda.






