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Radici di comunità: 17 nuovi ulivi nel Parco dei romanisti

Il verde urbano di Roma si arricchisce di nuovi simboli di rinascita e solidarietà. Nel cuore del Municipio VII, il Parco dei Romanisti ha dato il benvenuto a 17 nuovi ulivi, consolidando un legame sempre più stretto tra le istituzioni e il territorio.

La piantumazione non è un evento isolato piuttosto il frutto concreto di un patto di collaborazione siglato tra il Dipartimento Capitolino Tutela Ambientale e l’associazione Gaspar8. Questo accordo trasforma i cittadini da semplici fruitori a veri custodi del bene comune. Mettere a dimora queste piante era, infatti, uno degli impegni centrali assunti dall’associazione al momento della firma, a dimostrazione che la cura degli spazi pubblici può passare per una gestione condivisa e partecipata.

Il patrimonio arboreo del parco dei romanisti si arricchisce sempre di più. Queste piante si aggiungono ai 13 ulivi che, come Amministrazione, abbiamo deciso di destinare a quest’area nel maggio scorso. Nuove piante significa donare nuova bellezza, migliorare la qualità ambientale nei quartieri e contribuire ad adattare la città al cambiamento climatico in atto. Questi alberi però sono protagonisti anche di un progetto sociale importante, destinato alla collettività e per il quale voglio ringraziare l’associazione Gaspar8. Proprio per costruire una città più inclusiva, partecipata e attenta ai bisogni della comunità, abbiamo deciso, ad agosto 2025, di stipulare un patto di collaborazione per co-progettare e gestire questo spazio insieme – ha dichiarato Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura, ambiente e ciclo dei rifiuti.

Ulivi e olio della solidarietà

Ma l’attività della Gaspar8 al Parco dei Romanisti non si ferma alla manutenzione del verde. Il parco è diventato un vero e proprio laboratorio sociale grazie a un progetto che unisce agricoltura urbana e supporto reciproco:

  • raccolta collettiva: i volontari e le volontaire insieme alla cittadinanza si prendono cura degli oltre quaranta ulivi già presenti nell’area;
  • produzione locale: le olive raccolte sono lavorate per produrre olio di alta qualità;
  • sostegno sociale: l’intero raccolto è destinato gratuitamente alle famiglie più fragili del quartiere.

L’arrivo di questi 17 nuovi alberi, dunque, non significa solo più ombra o più ossigeno per il quartiere ma rappresenta anche la crescita di un ecosistema di solidarietà a chilometro zero. In un periodo in cui gli spazi urbani rischiano spesso l’abbandono, il Parco dei Romanisti brilla come esempio di collaborazione tra amministrazione e associazionismo per generare frutti preziosi in questo caso letteralmente.