L’Aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna, scalo che ogni anno muove oltre 11 milioni di passeggeri ha scelto di declinare la propria strategia di sostenibilità anche attraverso la tutela attiva del patrimonio naturalistico e paesaggistico. Il Marconi è il primo aeroporto al mondo ad ottenere la certificazione FSC® – Forest Stewardship Council® (FSC-C214976) per la gestione forestale di un bosco.
Parliamo di uno spazio verde ad appena 10 km da Piazza Maggiore, quaranta ettari pronti ad assorbire la CO2, contribuire alla conservazione del suolo e alla regolazione idrica, allo sviluppo della biodiversità. A condurre l’audit e a rilasciare la certificazione FSC® è stata CSI S.p.A., società del Gruppo IMQ, ente di certificazione accreditato e tra i principali enti di terza parte operanti in Italia nel settore forestale.
Con la realizzazione della fascia boscata a nord della pista di volo – ha spiegato Nazareno Ventola, Amministratore Delegato di Aeroporto di Bologna – abbiamo trasformato un impegno in una opportunità perché, rispetto agli accordi presi con gli Enti territoriali per attuare azioni di mitigazione degli impatti derivanti dallo sviluppo aeroportuale, abbiamo fatto molto di più e di decisamente innovativo. La certificazione FSC®, infatti, riconosce che AdB ha osservato gli standard più rigorosi in fatto di gestione attiva e responsabile delle aree forestali e garantisce che questo impegno verrà mantenuto nel tempo. Per Aeroporto di Bologna è un grande orgoglio ed una grande responsabilità essere il primo aeroporto al mondo ad avere intrapreso questo percorso ed avere raggiunto la certificazione di gestione forestale responsabile. Ringraziamo anche gli Enti territoriali con i quali nel tempo, fin dall’ideazione dell’iniziativa, abbiamo costruito questo percorso di cui oggi cogliamo i frutti.
Ogni bosco è una risposta concreta alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità. Vedere un’infrastruttura come un aeroporto scegliere di investire nella gestione forestale responsabile è un esempio di transizione che serve al Paese: non solo assorbire CO2, ma tutelare e valorizzare attivamente il capitale naturale. E il settore privato può fare la sua parte con serietà e metodo – è il commento di Giuseppe Bonanno, Direttore di FSC® Italia.
Come Organismo di certificazione possiamo solo confermare, attraverso il nostro ruolo e l’attività di audit svolta, l’importante obiettivo raggiunto consapevoli dell’impegno e delle risorse necessarie per l’implementazione dei requisiti richiesti dallo Standard FSC® di gestione forestale; il processo di certificazione non ha visto coinvolto esclusivamente il soggetto titolare ossia l’Aeroporto ma tutti gli Stakeholder e questo rappresenta un importante valore aggiunto nell’interesse della collettività ed anche delle future generazioni – ha detto Flavio Pomelli, Accreditation Program Manager di CSI S.p.A..
Bosco Aeroporto di Bologna: un investimento da 6,6 milioni per il nuovo polmone verde
La nuova fascia boscata caratterizza i comuni di Calderara di Reno e di Bologna e ha scopi conservativo-naturalistici. Circa 36 ettari sono destinati a bosco ed altri 4 composti da radure prative seminate con un mix di piante per favorire gli insetti impollinatori. L’area è stata piantumata con 28.670 piante, intervento che permetterà di aumentare lo stock di carbonio di circa 6 volte dopo 5 anni.
Tra le oltre 50 specie messe a dimora, 30 specie arboree e 21 specie arbustive come quercia, salice, olmo, pioppo, frassino. Una scelta effettuata anche per minimizzare l’impatto dell’avifauna sulle operazioni aeroportuali e al contempo per preservare la biodiversità. L’intervento ha comportato un investimento complessivo di 6,6 milioni di euro.





