Packaging vetro

Lo studio ENEA-Assovetro per decarbonizzare l’industria del vetro

Uno studio ENEA-Assovetro pubblicato pubblicato sulla rivista internazionale Gases ha individuato sette soluzioni tecnologiche per la decarbonizzazione dell’industria del vetro: il fine è la neutralità climatica al 2050.

Non sarà sufficiente a centrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi la sola riduzione prevista al 2050 delle emissioni indirette (quelle legate al funzionamento degli impianti grazie a un maggiore ricorso all’elettricità da fonti verdi).

Questo studio analizza la decarbonizzazione dell’industria vetraria, un settore ad alta intensità energetica, attraverso un approccio integrato e adattato alla realtà nazionale – commenta il presidente di Assovetro Marco Ravasi.

Queste leve tecnologiche sono pensate per essere combinate in modo flessibile, a seconda dei vincoli specifici degli impianti e delle tipologie di produzione, tenuto conto che la diversificazione delle soluzioni è considerata prioritaria per raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica – sottolinea la coautrice dello studio Claudia Bassano, ricercatrice del Dipartimento ENEA Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili (TERIN).

Vetro: le soluzioni per la neutralità climatica

Il settore del vetro in Italia emette circa 3,7 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno, di cui il 75% generate all’interno del perimetro aziendale (combustione di gas naturale nei forni e reazioni chimiche delle materie prime in fase di miscelazione) e le restanti legate al consumo di energia elettrica negli impianti di produzione. Le sette soluzioni individuate per decarbonizzare un settore energivoro come quello del vetro sono:

  • cattura e stoccaggio della CO₂;
  • uso di combustibili verdi (biogas e idrogeno);
  • elettrificazione dei forni;
  • interventi di efficienza energetica;
  • aumento dell’utilizzo di vetro riciclato;
  • uso di materie prime già decarbonizzate;
  • impiego di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Due strategie possibili per abbattere le emissioni

La Green fuel ovvero l’adozione di biometano e idrogeno verde si è rivelata la misura più efficace tra tutte le leve adottate, consentendo un abbattimento delle emissioni di anidride carbonica del 45%; per efficacia seguono le misure di cattura e stoccaggio della CO2, che contribuirebbero a una riduzione delle emissioni residue del 26% (a seguire, 21% da efficienza energetica ed elettrificazione, 3% da uso di rottame di vetro e 4% da materie prime alternative decarbonizzate).

Nella Carbon Capture and Storage (CCS) il vero motore della transizione è la cattura e lo stoccaggio della CO2 cha ha eliminato il 69% delle emissioni; a seguire, 21% da efficienza energetica ed elettrificazione, 7% da green fuel e 3% da vetro riciclato.