Vietato l'ingresso a cani e gatti randagi dall'Ucraina in Italia: il commento di LAV

Vietato l’ingresso a cani e gatti randagi dall’Ucraina in Italia: il commento di LAV

Il Direttore Generale della Veterinaria del Ministero della Salute, Pierdavide Lecchini, ha diffuso una Nota a Regioni, Servizi Veterinari e Associazioni animaliste che vieta di introdurre nel nostro Paese cani e gatti ospitati nei rifugi/canili e di cani e gatti randagi liberi sul territorio, che arrivano dall’Ucraina per evitare la possibilità di diffusione della rabbia.

Una scelta, discriminatoria nei confronti degli animali che si trovano in un territorio in cui c’è la guerra, ormai senza cibo né acqua, come nel rifugio vicino Kiyv dell’italiano Andrea Cisternino. LAV ha subito scritto al Ministro della Salute, Roberto Speranza, affinché cambi idea e permetta alle Associazioni riconosciute dallo stesso Ministero di prendere in carico questi amici a quattro zampe. Si legge sul sito di LAV:

Negare questa possibilità di fuga dalla guerra equivarrebbe a dire che persone non vaccinate contro il Covid o che non hanno alcun documento non possono trovare asilo nel nostro Paese, mentre invece, giustamente, sia loro che i loro cani e gatti al seguito, anche senza vaccinazione antirabbica, hanno il diritto di entrare in Italia.

LAV per gli animali in Ucraina

Come tutti noi LAV sta seguendo gli sviluppi della situazione in Ucraina, in costante contatto con numerose associazioni locali ed internazionali, per capire le situazioni difficili e correre in aiuto di cani e gatti randagi e non solo. Con l’Unità di Emergenza dell’associazioni e grazie alle donazioni che stanno arrivando è stato possibile l’acquisto di quasi 1000 chili di cibo per animali, che sono stati dati all’Associazione Portobello di Modena e al Consolato Ucraino di Milano, che si occuperanno di farli arrivare a destinazione.

Le operazioni di LAV continuano infatti è stata aperta una raccolta fondi dedicata a questa emergenza proprio per poter accogliere le persone con animali che arriveranno nel nostro Paese e per inviare più aiuti possibile. Spiega l’organizzazione in una nota.

Al momento per questioni logistiche è più semplice acquistare direttamente i materiali necessari piuttosto che riceverli da chi si propone di donarli. Ecco perché non abbiamo un punto di raccolta per i materiali donati ma gestiamo direttamente quello di cui c’è più bisogno per poterlo smistare a chi può tentare di farlo arrivare in Ucraina